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Crollo Ponte Milvio, commercianti: "Comune intervenga. Rischiano chiusura 110 attività"

Claudio Pica: "Siamo pronti ad intraprendere una class action contro il Comune di Roma Capitale e altri Enti ed Organi di Vigilanza coinvolti in questo immobilismo"

La situazione nella zona di Ponte Milvio dopo il crollo della palazzina via della Farnesina si fa giorno dopo giorno più assurda. Oltre ai residenti tra le categorie più danneggiate ci sono sicuramente i commercianti. Già 2 giorni dopo il crollo lamentavano un calo degli introiti. Due mesi dopo la situazione si è fatta drammatica, tanto da far dire che rischiano la chiusura 110 attività. 

"Il lavoro è calato del 40% nel week end, del 50% durante la settimana. Questo mese ad esempio non saprò come pagare gli stipendi dei miei dipendenti, rischiamo seriamente di dover tirare giù la serranda" - spiega la titolare di un negozio di Ponte Milvio. A causare tali problematiche agli esercenti della zona autobus che non passano più, "un passaggio pedonale che esisteva da 50 anni chiuso" e transenne presenti da ormai quasi due mesi. E con l'arrivo imminente del Natale la situazione è preoccupante.

Dopo la Cna Commercio e la battagliera Giovanna Bellaroto, i commercianti trovano un nuovo portavoce, altrettanto duro nel portare avanti le proprie battaglie. Parliamo di Claudio Pica, presidente dell’Associazione Esercenti Pubblici Esercizi Roma A.E.P.E.R.: "Siamo pronti a denunciare le Istituzioni che non stanno ripristinando la viabilità nella zona intorno alla palazzina crollata in via della Farnesina 5", tuona Pica. "Così circa 110 aziende rischiano la chiusura e di conseguenza il rischio di perdita di posti lavoro per i dipendenti delle aziende coinvolte che così si troveranno un bel regalo sotto l’albero di Natale…".

“Siamo pronti ad intraprendere una class action contro il Comune di Roma Capitale e/o altri Enti ed Organi di Vigilanza coinvolti in questo immobilismo, per omissioni di atti d’ufficio”, continua Claudio Pica che sottolinea come i commercianti ed i pubblici esercenti della zona si sono organizzati ed hanno anche raccolto oltre 100 firme per ripristinare nel più breve tempo possibile il flusso veicolare, il passaggio delle nove linee di mezzi pubblici e la riapertura dell’accesso delle vie ora interessate all’interdizione.

"Le nostre attività non possono più aspettare passivamente la risoluzione della controversia privatistica tra Comune ed inquilini alla ricerca di un colpevole in quanto abbiamo già registrato ingenti perdite – si legge nel testo che accompagna le firme raccolte – 100 famiglie e 100 aziende rischiano la chiusura e per diretta conseguenza anche i nostri dipendenti rischiano il loro posto di lavoro. Noi commercianti ed artigiani non possiamo essere dimenticati ed abbandonati, il mese di dicembre rappresenta la nostra ancora di salvezza e Natale è già alle porte!".

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