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Ponte Milvio, dopo il crollo "demolizione e messa in sicurezza": nasce Associazione dei residenti

Dall'Associazione Territorio Ponte Milvio-Farnesina al via la raccolta fondi per supporto alle famiglie evacuate e messa in sicurezza dell'area

A poco più di due settimane dal crollo della palazzina di via della Farnesina i residenti dello stabile collassato e quelli degli edifici limitrofi, anch'essi evacuati a tempo indeterminato vista la fragilità strutturale riscontrata, hanno deciso di dar vita ad un'Associazione. 

Gli abitanti della zona, che ad oggi si interrogano sul futuro delle proprie palazzine e sul destino da "sfollati", si sono riuniti nell'Associazione Territorio Ponte Milvio-Farnesina il cui presidente è il Dott. Fabio D'Andrea, l'uomo che la notte tra il 23 e 24 settembre diede l'allarme evitando per lo stabile al numero 5 di via della Farnesina una tragedia assai maggiore. 

La neonata Associazione, proprio come nei giorni scorsi ha fatto la Parrocchia Gran Madre di Dio, ha dato il via ad una raccolta fondi "che - spiegano sulla pagina Facebook ufficiale - si prefigge due obiettivi principali". 

Il primo è quello di dare un supporto alle famiglie coinvolte nel crollo e sottoposte all’ulteriore rischio di dover sostenere da sole i costi della demolizione della palazzina: "Le famiglie che risiedevano nel civico 5, oltre ad aver perso la propria abitazione, a causa di un assurdo vuoto legislativo, si trovano a correre anche il rischio di sostenere in proprio le ingenti spese di demolizione totale dello stabile e di smaltimento delle macerie" - scrive l'Associazione spiegando come la raccolta fondi servirà a mitigare tale prospettiva. 

L'altro scopo del reperimento delle risorse è quello di contribuire alle spese di messa in sicurezza del territorio di Ponte Milvio–via della Farnesina: area che coinvolge centinaia di famiglie

La raccolta fondi, tengono a precisare dall'Associazione capitanata da D'Andrea, sarà svolta in totale trasparenza: sulla pagina facebook dedicata saranno pubblicate le informazioni dettagliate delle donazioni ricevute - eccezion fatta per i dati sensibili, come nome e cognome dei donanti - e la documentazione relativa all’utilizzo dei fondi, via via che sarà effettuato. 

Intanto tra due settimane, allo scadere dei trenta giorni dall'evento, così almeno era stato inizialmente prospettato, dovrebbe venir meno l'assistenza del Comune agli sfollati che dunque - alle prese con una demolizione ormai certa probabilmente a loro carico, lo smaltimento delle macerie e lo sguardo verso la messa in sicurezza di quel che è rimasto in piedi - dovranno pure capire se e quale sistemazione alternativa spetterà loro da li in avanti. 
 

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