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Tor di Quinto, dai campi rom a cumuli di rifiuti e baracche: “Degrado e insicurezza, bisogna intervenire”

La denuncia della Lega sulle condizioni dell’area di via del Baiardo, dove c'era la baraccopoli sgomberata nel 2012 da Alemanno e a pochi passi dall'ex campo Foro Italico: “Inaccettabile”

Da una parte i cumuli di rifiuti sversati nel verde, in modo illecito, dai soliti ‘zozzoni’; dall’altra quelle baracche costruite sotto i piloni della Tangenziale e sugli argini del Tevere proprio a poche centinaia di metri in linea d’aria dall’ex baraccopoli Foro Italico e a due passi dal terreno in cui sorgeva il campo rom di via del Baiardo, sgomberato nel 2012. Tornano discariche e insediamenti abusivi nell’area di Tor di Quinto. 

Baracche e rifiuti dove c’era il campo rom di via del Bajardo

“Li c’è una vera e propria  favelas in via di sviluppo, addirittura attrezzata con tanto di barbecue e antenna TV, agganciata a chissà a quale rete elettrica” - sottolinea Andrea Nardini, coordinatore della Lega in Municipio XV. Punta il dito sulla questione sicurezza l’esponente del partito di Matteo Salvini: “Tutti ci ricordiamo dell'omicidio di Giovanna Reggiani, violentata e uccisa proprio in questa zona. E' inaccettabile che venga a ricostituirsi una simile situazione di degrado e insicurezza, ecco perché è necessario stroncare sul nascere questa situazione. Un quartiere, quello di Tor di Quinto, dimenticato dall'attuale giunta pentastellata che, occupata a farsi grande vanto della risistemazione di alcune delle ciclabili romane, non ha assolutamente prestato attenzione all'ambiente che le circonda: oltre l’allarme baraccopoli, infatti, percorrendo la pista di Roma nord, si è costretti a costeggiare enormi cumuli di rifiuti illegali non rimossi e sporcizia”. 

La viabilità di via del Bajardo: "Aprire strada chiusa"

Per la Lega bisogna intervenire anchesulla viabilità di quel quadrante dove sorgono numerosi circoli sportivi: la proposta è quella di congiungere via del Baiardo a via delle Fornaci di Tor di Quinto, “occlusa da una staccionata di cemento e distante solo 30 metri”, così “da avere due sbocchi possibili per distribuire il traffico".

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