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L'ospedale ostaggio di traffico e sosta selvaggia / Grottarossa / Via di Grottarossa, 1035

Il Sant’Andrea diventerà più grande, ma l’ospedale è già una trappola per ambulanze, auto e pedoni

Senza interventi sulla viabilità il nuovo edificio da 10 mila metri quadri rischia di generare ancora più ingorghi e caos: c’è da intervenire sulla “bretella” verso il GRA e su via di Grottarossa

Quattro piani, diecimila metri quadrati destinati ad ambulatori, servizi di degenza e amministrativi. Posata la prima pietra per il nuovo edificio dell’ospedale Sant’Andrea la cui apertura è prevista nel 2023.

Il nuovo Sant'Andrea: posata la prima pietra

Un’opera da 16 milioni di euro. Una struttura sanitaria moderna che rispetta i criteri di compatibilità ambientale, bioedilizia e risparmio energetico ma che, senza un intervento strutturale sulla viabilità della zona, rischia di diventare una trappola. Di rimanere ostaggio, insieme a pazienti, utenti e lavoratori, di ingorghi, caos e sosta selvaggia. Si perchè via di Grottarossa, la strada in cui sorge il Sant’Andrea, è già oggi tutt’altro che un’arteria idonea ad ospitare una struttura ospedaliera alla quale si affianca anche il polo universitario della Sapienza: figurarsi cosa potrebbe accadere tra due anni con l’espansione dell’ospedale. C’è da mettere mano alle vie di accesso. 

La bretella tra Cassia bis e Grottarossa "sparita"

Da una parte la bretella tra Cassia bis e Grottarossa "sparita". Più volte annunciata, finanziata ma mai concretamente realizzata tra progetto da rivedere e veti incrociati. Una questione annosa per la risoluzione della quale la Regione Lazio, nel 2012, aveva sbloccato un milione di euro. Il progetto però non è mai andato in porto: a bloccare il tutto il Dipartimento del Traffico di Roma Capitale che aveva espresso la necessità di adeguare prima la sede stradale di via di Grottarossa così che questa potesse ricevere senza problemi l’ingente flusso di traffico previsto. Nulla di fatto. Così da anni a farsi carico di tutta quella viabilità è la stradina interna del Sant'Andrea: quella che corre tra parcheggi e pronto soccorso. Una scorciatoia per gli automobilisti che, passando di li risparmiano chilometri e minuti; una condanna per chi è diretto al nosocomio romano che si ritrova spesso intrappolato nel traffico. E' così per pazienti, medici, personale dell'ospedale, studenti della Facoltà di Medicina ma anche e soprattutto per le ambulanze in entrata e uscita dal pronto soccorso. Una situazione insostenibile per l'ospedale di Roma nord che, in un braccio di ferro che dura da tempo, più volte ha deciso di bloccare l'accesso alla stradina. 

Davanti all'ospedale una strada di campagna a due corsie

Dall’altra c’è via di Grottarossa. Due corsie misere e piuttosto dissestate che corrono nella campagna romana: su un lato l’ospedale Sant’Andrea e una clinica privata, dall’altro la vallata con qualche villa e circoli sportivi, più in la il supermercato. Una strada stretta che sin dalle prime ore del mattino diventa ancora più ridotta a causa della sosta selvaggia: il parcheggio antistante l’ospedale e quello nuovo da 244 posti auto, inaugurato un anno fa, non bastano per tutti. Così i lati di via di Grottarossa si trasformano in un tappeto di automobili: il doppio senso di marcia è messo a dura prova così come i pedoni costretti, perchè senza marciapiede, a camminare sul ciglio con le auto che sfrecciano loro accanto. Anche i mezzi pubblici andrebbero potenziati: arrivano al Sant’Andrea lo 029 da Stazione Saxa Rubra e lo 022 che fa da circolare tra Prima Porta e Grottarossa. Tramontata sul nascere l’idea del prolungamento della metro C oltre Clodio e fino al Sant’Andrea, c’è il bacino della Cassia da accontentare e liberare dal traffico: più utile congiungere dunque, quando sarà, la metropolitana alla Fl3 Roma-Viterbo con nodo a La Giustiniana. 

Nuovo Sant'Andrea, Torquati: "Lavoriamo su viabilità"

Ma intorno al vecchio e al nuovo Sant’Andrea bisognerà intervenire. Per farlo ci sono ventidue mesi, quelli stimati per ultimare l’edificio. Lo sa bene anche il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, che nella sua precedente consiliatura aveva firmato - nell'ambito del Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza del Quindicesimo - un Protocollo d'Intesa con la dirigenza dell'ospedale per ’apertura della viabilità di collegamento con il Pronto Soccorso per chi proviene dal Grande Raccordo Anulare. “L’impegno da parte di tutte le Amministrazioni coinvolte - ha detto il minisindaco a margine della cerimonia per il nuovo Sant’Andrea - sarà anche quello di ridurre al massimo i disagi alla cittadinanza relativi alla viabilità e ai parcheggi della struttura. Sin da ora faremo la nostra parte, con la convocazione di tavoli urgenti e la responsabilità di tutelare al massimo i cittadini e il territorio”. 

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