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Martedì, 25 Giugno 2024
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Ribaltone a Roma nord, lo “zoccolo duro” non basta: lo storico feudo del centrodestra non esiste più 

Per il candidato presidente in quota Lega, Andrea Signorini, 23500 voti al primo e al secondo turno: Daniele Torquati del centrosinistra rimonta e ribalta il risultato con 1400 voti in più. L'ultimo successo del centrodestra nel 2008

Per il centrosinistra una vittoria arrivata sul fil di lana, in rimonta. Per la seconda volta in otto anni Daniele Torquati, candidato presidente in quota Pd, è riuscito a strappare al centrodestra lo storico feudo di Roma nord. Una ex roccaforte ormai. Si perchè è lontano il ricordo del Municipio XV, prima ancora XX, come inespugnabile fortino del centrodestra che l’ha governato senza rivali per quasi vent’anni. 

Roma nord, il feudo del centrodestra non esiste più

Una tradizione interrotta proprio nel 2013 con la storica vittoria del centrosinistra a Roma nord: c’era sempre Torquati, allora appena trentenne, a guidare la coalizione verso la conquista di via Flaminia. Qualche mese prima la sfiducia al minisindaco del PdL, Gianni Giacomini, arrivata anche per mano di tre consiglieri del suo stesso schieramento. Un terremoto che ha segnato la fine dell’egemonia del centrodestra nel territorio più a nord di Roma. 

Le ambizioni del centrodestra su Roma nord

La coalizione lo considera ancora un municipio di “fascia alta” ossia tra quelli dove la vittoria, almeno nelle previsioni, era data come “altamente probabile”. Le urne, con l’effetto Michetti al Comune ad affondare anche tutti i candidati presidente del centrodestra nei municipi, hanno detto il contrario. Roma nord si è tinta di rosso. 

Torquati-Signorini: 1400 voti di differenza

Mille e quattrocento i voti di distacco tra Daniele Torquati e Andrea Signorini, il candidato in quota Lega con grande esperienza nel governo del territorio avendo fatto il consigliere e l’assessore in II, che la coalizione di centrodestra aveva scelto per guidare il Quindicesimo. 

A Roma nord per il centrodestra "zoccolo duro" di 23mila

Non è bastato lo zoccolo duro per vincere: al centrodestra in quel di Roma nord, con il dato dell’astensione tra i peggiori di Roma (59%), sono rimasti solo 23500 fedelissimi. Lo dimostrano i numeri dello spoglio: Signorini al primo turno 23517 voti, ne ha portati a casa solo tre in meno al ballottaggio (23514). Per fare un paragone storico, nel 2008, Gianni Giacomini al secondo turno ne prese 43863 vincendo con il 61,41% sullo sfidante del centrosinistra, Gaetano Rizzo. Affluenza al 61%. Fu l’ultimo successo del centrodestra a Roma nord. Dopo tredici anni allo schieramento di FdI, che in XV è il primo partito (19,94%, in crescita di cinque punti rispetto al 2016), Lega e Forza Italia mancano circa ventimila voti e un certo appeal per richiamare gli elettori alle urne. Nelle elezioni del 2013 Giacomini, con il centrodestra che si presentava frammentato, prese 25947 voti al primo turno, 1300 in meno al secondo. Al ballottaggio fu superato da Torquati di 800 voti, finì: 50,77% a 49,23.%. Al primo turno il presidente uscente aveva superato il 45% lasciando dietro il suo avversario di quindici punti. La "remuntada" per dirlo in termini calcistici. Un segnale per il centrodestra. Lo storico feudo non esiste più
 

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