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Recuperate le 237 reliquie di santi dalla diocesi di Porto e Santa Rufina

Il ritrovamento è avvenuto nelle campagne tra La Storta e Formello. I carabinieri hanno riconsegnato al vescovo, monsignor Gino Reali, le sacre reliquie che stavano per essere immesse nel mercato clandestino

Sono state recuperate in un casolare abbandonato nelle campagne tra La Storta e il comune di Formello le reliquie rubate a Roma, lo scorso 18 marzo, nell'interno della Cattedrale della Diocesi di Porto e Santa Rufina, in via del Cenacolo a La Storta a Roma.

I carabinieri hanno recuperato le reliquie poco prima che fossero immesse nel mercato clandestino delle opere d'arte. Le reliquie sono state consegnate  nella parrocchia della Beata Vergine Maria Immacolata Concezione in via Cassia, alla Giustiniana al vescovo monsignor Gino Reali.

Tra gli oggetti sacri che erano stati rubati ci sono anche la reliquia ex Ossibus di San Ippolito, patrono della Cattedrale della Diocesi di Porto Santa Rufina, e una croce di vetro con all'interno un pezzo della Santissima Croce di Gesù. A denunciare, lo scorso 18 marzo, il furto degli oggetti sacri, di rilevante valore storico, culturale e devozionale era stato il parroco della cattedrale.

I Carabinieri hanno iniziato quindi a monitorare i pregiudicati conosciuti nel mondo dei furti di oggetti sacri, nel tentativo di individuare gli autori del colpo. Il vaglio delle abitudini e degli alibi dei probabili autori del furto ha permesso di restringere i sospetti sul alcuni criminali. E nell'estremo tentativo di intercettare la refurtiva prima che potesse essere definitivamente dispersa, gli investigatori hanno eseguito alcune perquisizioni.

L'operazione, sviluppatasi in poco meno di un mese, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha poi consentito il recupero di tutta la refurtiva trafugata e da oggi di nuovo in parrocchia.

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