Domenica, 14 Luglio 2024
Lo scontro

"La sovrintendenza ha detto no". E Roma nord chiude (ancora) le porte al biodigestore

Il minisindaco Torquati al Campidoglio: "Non si perda tempo con scelte sbagliate"

Ancora un no netto contro il biodigestore che il Comune vuole realizzare a Cesano. Il Municipio XV ha ribadito all’unanimità la propria contrarietà al posizionamento dell’impianto per il trattamento dell’umido nella sua periferia più estrema forte anche del parere negativo arrivato dalla Soprintendenza archeologica per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale. Il Campidoglio è pronto a superare i vincoli ed Ama ha già pronti i bandi per andare a gara. Ma il territorio non ci sta. 

La protesta di Cesano contro l'impianto di compostaggio

“La nostra è una posizione, come detto ripetutamente, non certo figlia di un capriccio e di un no a priori, né tantomeno della sindrome di Nimby, visto la totale messa a disposizione del territorio nell’individuazione di un sito più idoneo, ma frutto di un percorso sostenuto da anni che strada facendo ha trovato solo conferme, primo su tutti il netto e inappellabile parere negativo della Soprintendenza. Non un fatto imprevisto quindi ma, ribadisco, solo una conferma. Lo stesso parere con le stesse motivazioni che per ben tre volte già in passato come Municipio avevamo ripetuto esprimendoci negativamente senza mai ignorare le criticità evidenti che insistono nella zona, tra cui viabilità, collocazione e logistica” ha spiegato il minisindaco, Daniele Torquati.

Il muro del municipio contro il biodigestore. A Roma nord è strappo con il Campidoglio

Il minisindaco al Campidoglio: "Non si perda tempo con scelte sbagliate"

Con il nuovo no, arrivato ad appena due settimane dall’ultimo, “rafforziamo la nostra posizione, anche e soprattutto a garanzia dell’amministrazione capitolina che intende portare Roma definitivamente fuori dall’emergenza rifiuti. Per farlo - ha sottolineato il presidente - è necessario però proseguire sulla strada giusta, con determinazione, proprio come sta facendo il sindaco di Roma, ma senza perdere altro tempo con scelte sbagliate”. 

I cittadini intanto portano avanti l’ennesima petizione per chiedere al Campidoglio di ritornare sui propri passi.  “In barba alle normative e buone pratiche in relazione alla sostenibilità ambientale ed al consumo di suolo - scrivono sul testo della raccolta firme che ha superato quota mille - si accingono impunemente a devastare uno degli ultimi lembi qui presenti di Agro Romano, ancora parzialmente integri, con vincoli paesaggistici ed archeologici ed agricoltura produttiva, in una zona peraltro gravata già pesantemente da altri fattori d’impatto, tra cui trasmissioni radio di alta potenza ed un piano di emergenza nucleare per gli impianti dell’ENEA”. 

La polemica del M5s

Dal M5s, che per primo ai tempi della sindaca Raggi e dell’assessora Montanari ha proposto e calato il compostaggio (aerobico) in quel di Cesano, la critica a Gualtieri per aver disertato il consiglio di Roma nord al quale era stato invitato. “L'ennesima mancanza di rispetto nei confronti di questa amministrazione dei cittadini” tuonano i portavoce grillini Daniele Diaco ed Irene Badaracco. 

A Cesano rifiuti tra antenne e scorie nucleari: spunta ipotesi impianto di compostaggio

“Davvero inconcepibile che la massima autorità cittadina sia mancato a una seduta così importante, convocata per fare il punto sulle concrete possibilità del piano rifiuti commissariale di raggiungere, entro i tempi prestabiliti, gli obiettivi fissati a livello europeo per la chiusura del ciclo dei rifiuti e l'autonomia impiantistica nella Capitale all'esito della conferenza dei servizi richiesta per il Paur da Gualtieri in cui il Ministero della Cultura ha espresso, peraltro, parere negativo vincolante superabile solo 'qualora il Proponente approfondisse lo studio di impatto ambientale e paesaggistico e rimodulasse del tutto il progetto secondo una nuova proposta che rispetti la vocazione agricola del luogo e il contesto storico di riferimento, andando contestualmente a risolvere, in accordo con la Soprintendenza, le evidenti interferenze presenti nella zona di accesso all'area'. È chiaro che cambiare in questa fase il progetto del biodigestore o addirittura pensare di realizzarne un’altra tipologia d'impianto con ridotta capacità di trattamento pur di mantenerne la localizzazione non può che incidere negativamente sull'intero piano dei rifiuti rendendo impossibile raggiungere gli obiettivi dichiarati di raccolta differenziata. Alla luce di ciò - incalzano i due Cinquestelle - riteniamo estremamente grave e imbarazzante il fatto che la maggioranza in Municipio XV abbia rigettato la proposta di risoluzione presentata dal M5s - con un desolante 'non abbiamo neanche letto il documento' - per indire in argomento il tavolo interistituzionale Governo, Regione Lazio e Commissario straordinario. Una proposta fondamentale - sottolineano Diaco e Badaracco - per centrare gli obiettivi di economia circolare e autonomia impiantistica di Roma Capitale anche attraverso la definizione di un nuovo progetto di collocamento degli impianti. Una vergogna senza precedenti che, purtroppo, il cittadini romani si troveranno a dover scontare sulla propria pelle in un futuro nemmeno troppo lontano".
 

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