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Venerdì, 24 Maggio 2024
La Storta Via del Casale di San Nicola

Casale San Nicola, il prefetto ha detto sì: l'ex scuola Socrate sarà un centro di accoglienza

A dare la notizia il minisindaco Valerio Barletta, che sulla sua pagina Facebook annuncia: "Nei prossimi giorni il nostro Municipio dovrà affrontare la difficile sfida chiamata accoglienza"

Il prefetto Gabrielli ha detto sì. Da Palazzo Valentini e da chi di fatto, nel magma politico e giudiziario che tiene in scacco il Campidoglio, detta le linee guida alla città sul fronte accoglienza, sicurezza e ordine pubblico, è arrivata l'autorizzazione.

L'ex scuola Socrate sarà un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Un Cara in miniatura in via del Casale di San Nicola, al confine tra XIV e XV municipio, con 100 migranti.  

A dare la notizia il minisindaco Valerio Barletta, che sulla sua pagina Facebook annuncia: "Nei prossimi giorni il nostro Municipio dovrà affrontare la difficile sfida chiamata accoglienza". E ancora: "Noi per primi, insieme alla rete del volontariato locale e a tutti i cittadini di buona volontà, siamo pronti a fare la nostra parte".

Ma senza dimenticare il braccio di ferro che va avanti da settimane sulla destinazione di quei locali, con il territorio spaccato tra chi si è detto disponibile ad accogliere i nuovi ospiti (Comitato per l'Accoglienza), chi si oppone "all'invasione" (Comitato Spontaneo di San Nicola), in presidio fisso presso la struttura, e chi ha approfittato della situazione per rilanciare il problema dell'emergenza abitativa, allestendo sull'area un "campo profughi di italiani" (movimenti di estrema destra).  

Tante le denunce, e i tentativi di confronto con le istituzioni, del Comitato Spontaneo di San Nicola che ha più volte fatto segnalato l'inidoneità strutturale - edificio obsoleto, tetto instabile e fosse biologiche insufficienti - della Socrate, con il dito puntato contro le carenze della zona, dalle strade dissetate, all'assenza di servizi e illuminazione pubblica. Sempre smarcandosi dalle accuse di razzismo e intolleranza.

"Ci sono evidenti criticità dal punto di vista della sicurezza e perchè vorremmo che tutto fosse fatto in base a legalità e trasparenza" hanno sempre sottolineato i cittadini in protesta, rincuorati dai sigilli apposti all'edificio lo scorso 27 maggio per presunte irregolarità nel bando di assegnazione. 

Di ieri però la notizia del dissequestro con visita di Gabrielli in loco. E oggi il verdetto finale. Il centro d'accoglienza s'ha da fare. 

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