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Casale San Nicola protesta in Campidoglio: "Con profughi rischio scontro sociale"

Dal presidio sulla Braccianese sin fuori l'Aula Giulio Cesare per ribadire la contrarietà all'arrivo di 100 migranti nel quartiere: "Nessuno ci ascolta, struttura e contesto inidonei"

Hanno abbandonato il presidio di Casale San Nicola per passare il pomeriggio in Piazza del Campidoglio con la speranza di essere ricevuti da qualcuno delle istituzioni che però, finita la seduta con l'insediamento dei quattro nuovi consiglieri capitolini, hanno lasciato i cittadini fuori senza incontrarli.

Il folto gruppo di residenti arrivati dalla Braccianese si è presentato con magliette, megafoni, striscioni e slogan per ribadire la netta contrarietà all'arrivo nel quartiere di 100 migranti: i richiedenti asilo dovrebbero infatti essere ospitati nel centro di accoglienza che un bando della Prefettura ha individuato nella ex scuola privata Socrate.

Una struttura che secondo i residenti non avrebbe l'idoneità statica per garantire la piena abitabilità: "Un casale vecchio, con impianto antincendio non a norma e fosse biologiche inadeguate senza contare che la strada per arrivarci è buia e disseminata di buche" - dicono gli abitanti.

"Casale San Nicola - ribadisce Romeo, uno di quelli arrivati fuori dall'Aula Giulio Cesare - è un centro di campagna dove vivono circa 400 persone, non è possibile dunque prevedere l'inserimento di 100 migranti, tutti ragazzi dai 18 ai 25 anni. Sarebbe mettere una comunità nella comunità, così  - prosegue preoccupato - si rischia lo scontro sociale".

Critiche, e nemmeno troppo velate, anche al Prefetto di Roma Gabrielli e alle istituzioni di prossimità ree di aver preso una decisione senza consultare minimamente il territorio o valutare le condizioni del contesto in cui il centro di accoglienza dovrebbe aprire.

"Le assegnazioni - dice una cittadina - non dovrebbero avvenire solo in base alla divisione in lotti perchè si dovrebbe considerare la totalità dell'ambiente e delle sue problematiche. La ex Socrate che dovrebbe essere gestita dalla cooperativa Isola Vere onlus, dista poco meno di 3 km da un altro centro di accoglienza dove vivono 300 rifugiati, un sito - spiegano dal presidio - affidato tra le altre cose ad una coop di quelle che risultano indagate nello scandalo di Mafia Capitale".

La preoccupazione è che gli sopiti di Casale San Nicola e de La Cerquetta si riversino tutti a La Storta, il più vicino centro abitato con servizi disponibili.

Dure poi le parole nei confronti del vicesindaco Nieri che alla notizia del sequestro del cantiere della ex scuola privata aveva definito la realizzazione del centro "urgente e necessaria" assicurando l'impegno del Campidoglio per la sua realizzazione.
"Dichiarazioni che ci lasciano basiti. Quello - tuona Alberto Meoni del presidio - è un sito assolutamente inidoneo perchè non rispetta i requisiti richiesti dal bando. Eravamo arrivati fin qui per far rispettare quelli che sono i nostri diritti ma purtroppo, come al solito, hanno preferito lasciare i cittadini fuori dandosela a gambe".

Ora la speranza dei residenti di Casale San Nicola - rimasti invano sotto al sole cocente in attesa che una delegazione venisse ricevuta - è quella che sulla questione del centro di accoglienza si possa arrivare ad un confronto: "Rispecchiando quello che è uno dei nostri slogan 'trasparenza, legalità, sicurezza' - dicono - sarebbe davvero dignitoso intraprendere un tavolo di trattativa".

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