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Casale San Nicola, "ex Socrate senza requisiti": interrogazione ad Alfano

La questione del centro di accoglienza di Roma Nord arriva in Parlamento, alcuni Senatori hanno inoltrato interrogazione al Ministro dell'Interno: "Immobile non corrisponde a caratteristiche chieste da bando"

Verifiche e controlli sulle autorizzazioni da parte della Commissione Trasparenza di Roma Capitale, la richiesta di accertare la reale sussistenza dei requisiti richiesti dal bando da parte di alcuni Senatori che sulla ex scuola privata Socrate - trasformata in un centro di accoglienza per richiedenti asilo - hanno inoltrato un'interrogazione al Ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

Occhi ancora puntati dunque su Casale San Nicola dove quasi due settimane fa sono arrivati i primi migranti in un clima di tensione ed esasperazione dal quale sono scaturiti duri scontri con le forze dell'ordine. 

IL PRESIDIO - Dopo quella giornata la spaccatura del Presidio con un fronte del dialogo a trattare con la Prefettura su controlli, certezza dei tempi e sicurezza e un fronte degli intransigenti volenterosi di proseguire la loro battaglia e verificare fino in fondo il grado di "legalità e trasparenza" - questo lo slogan adottato sin da maggio - sull'intera operazione.

SAN NICOLA IN PARLAMENTO - Così - dopo blocchi stradali, manifestazioni in Campidoglio e fiaccolate - la questione di Casale San Nicola arriva direttamente sul tavolo del Ministro Alfano.

Al centro dei dubbi e delle perplessità sollevate dagli esponenti di Forza Italia in Senato la ex scuola Socrate, il contesto in cui sorge e le dichiarazioni della cooperativa Isola Verde onlus - vincitrice del bando - in sede di presentazione della domanda per la gara.

CARENZE STRUTTURALI - "La cooperativa ha asserito che l'immobile in esame era provvisto di allaccio in rete fognaria, mentre, è noto, che tutto il comprensorio è privo di allaccio fognario e, le case, sparse in oltre 20 ettari, dispongono solo di fosse biologiche" - scrivono i Senatori al Ministro Alfano evidenziando come l'immobile non "risponda minimamente alle caratteristiche richieste dal bando".

Inadeguate - secondo l'on.Aracri e i suoi colleghi - le caratteristiche costruttive, la destinazione urbanistica (in parte B 5 ed in parte magazzino) la fossa biologica (appena sufficiente per 100 bambini part time, che è l'equivalente di 25 adulti residenti) oltre ai vincoli di natura archeologica, paesaggistica ed ambientale che sussisterebbero sul bene. 

UN QUARTIERE INADATTO - Che dire poi dell'intorno: un comprensorio privato servito da strade private, tra le quali via del Casale di San Nicola, sulla quale grava servitù di passaggio a servizio di tutti i residenti. "Una strada è stretta, priva di illuminazione e marciapiedi, delimitata da alberi di pino le cui radici, con il tempo, hanno sconnesso il manto stradale, e presenta numerose buche, dossi e avvallamenti". 

LONTANI DA TUTTO - Da qui - "nonostante la cooperativa avesse precisato nel progetto operativo presentato che la struttura era nelle vicinanze del centro abitato" - occorre percorrere circa 5 kilometri per giungere ai primi negozi, 3 per la ferrovia senza che ci siano fermate bus nelle vicinanze. A ciò però la Isola Verde aveva promesso l'entrata in funzione di una navetta per assicurare ai migranti i collegamenti necessari con il resto della città.

LIQUIDAZIONE SOMME PER MIGRANTE - Ma oltre alle questioni strutturali e legate alla zona prescelta gli interroganti sollevano anche quella relativa alla liquidazione delle somme dovute per il servizio prestato.

Il bando prevede infatti espressamente che 'la liquidazione sarà disposta sulla base delle effettive presenze riportate nei report giornalieri firmati da ciascun migrante', "di fatto però - dicono i Senatori - non ci sarebbe un sistema di precisa identificazione degli "ospiti", poiché la stessa foto-schedatura, come quella realizzata dalla Questura, non impone l'individuazione delle generalità del soggetto. Pertanto il sistema adottato non garantirebbe né il controllo delle presenze né la documentazione dei costi dei migranti presenti".

L'INTERROGAZIONE - Da qui gli interrogativi al Ministro su quali azioni di propria competenza voglia adottare, al fine di verificare se l'immobile abbia tutti i requisiti previsti dal bando di gara del febbraio 2015 e quali iniziative intenda intraprendere laddove si riscontrassero dichiarazioni difformi da parte della cooperativa "Isola Verde" e nel caso pure quali eventuali provvedimenti disciplinari ritenga di irrogare nei confronti dei soggetti preposti alla verifica dei requisiti delle strutture partecipanti alla gara citata.

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Dunque con la Commissione capitolina in attesa di alcune autorizzazioni - su impianto fognario e antincendio - che mancherebbero, così come un permesso della Sovrintendenza, e i Senatori ad interrogare il Viminale la questione di Casale San Nicola - dove ad oggi sono 58 i migranti ospitati - non sembra affatto essere chiusa. 
 

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