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RomaNord Tor di Quinto / Via Flaminia, 872

INTERVISTA | Tatiana Marchisio, il volto di Liberare Roma in XV: "Scuola, cura del verde e manutenzione strade le priorità"

La candidata di Liberare Roma in Municipio XV, esperta di fondo sociale europeo e di fondi strutturali: "Rovesciamo il paradigma di Roma nord con la puzza sotto al naso e di destra"

Tatiana Marchisio candidata alle primarie del Municipio XV. E’ lei il nome di Liberare Roma per la presidenza di via Flaminia 872, il 20 giugno sfiderà i candidati del Pd: Gina Chirizzi e l’ex minisindaco, Daniele Torquati. 

Esperta di fondo sociale europeo e di fondi strutturali, Tatiana Marchisio ha iniziato anni fa a lavorare nel mondo della cooperazione. Si è occupata di ricerca legata alle politiche di genere e da anni lavora in Regione Lazio, ora nell’assessorato Lavoro e Formazione dove si occupa di scuola, dei temi legati alla formazione e ai giovani. Si candida alla presidenza del Roma nord “con gioia, convinzione e follia perché siamo in tanti e tante che amiamo questa città”. 

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Perchè ha deciso di candidarsi presidente del Municipio XV?

Perché questa città è allo sfascio, è sfilacciata, stanca. Ho deciso di buttarmi in prima linea perché non si può più stare a guardare. Il nostro territorio, come tutta la città, ha bisogno di gente appassionata, competente, slegata dalle logiche di potere. Io lavoro da tanti anni in Regione, ora lavoro all'assessorato lavoro, scuola e formazione, mi occupo del mondo della conoscenza, delle poltiche giovanili, sono esperta di fondo sociale europeo e penso di poter mettere a disposizione del nostro municipio la mia creativa concretezza di donna, madre e lavoratrice. Non è facile buttarsi perché pensi sempre che ti manchi qualcosa. Ho deciso di candidarmi perché amo stare in mezzo alle persone, ascoltarle, provare in tutti i modi a migliorare la nostra quotidianità che in una città come la nostra è fatta di lunghe file in macchina, corse per arrivare a prendere i figli a scuola in orario, lavoro precario e poco tempo libero. 

Che tipo di radicamento nel territorio del Municipio XV ha Liberare Roma e quale il contributo che il movimento può dare al Municipio XV e alla città in generale?

Liberare Roma nasce come movimento a gennaio dello scorso anno, in realtà non inventa nulla ma tiene insieme tutta una serie di persone, associazioni che lavorano da anni nei vari territori. La nostra forza è essere un movimento collettivo, plurale, di sinistra, ecologista che tiene insieme donne e uomini che hanno voglia di voltare pagina. C'è bisogno di energia per cambiare la città e la candidatura della straordinaria Imma Battaglia e di tutti noi nei municipi hanno la giusta sferzata di vitalità, gioia e impegno.
Abbiamo a cuore il benessere delle persone, la politica non è fatta di slogan e contenuti calati dall'alto ma la buona politica è quella che si occupa del bene comune che passa anche e soprattutto da un equilibrio positivo nella vita di ciascuno di noi. Liberare Roma sta dalla parte delle donne e uomini di questa città. Il XV municipio, non nascondiamocelo, non è un municipio avvezzo alla dimensione collettiva, c'è anche molta diffidenza e poca fiducia in chi "fa politica", è questo invece secondo me l'elemento più prezioso, io ci sono e il lavoro che quotidianamente stiamo facendo è proprio questo, ascoltare e riacquistare fiducia perché la correttezza umana alla fine paga sempre. Anche perché veniamo da un anno e mezzo di privazioni sociali e collettive oltre che economiche e c'è assoluto bisogno di tornare a parlarci.

Negli ultimi cinque anni Roma nord è stata governata dal M5s. Qual è il suo giudizio sull’operato dell’amministrazione uscente?

Penso che sia sotto gli occhi di tutti l'operato dell'amministrazione uscente, io non sono una che si mette a criticare in maniera pretestuosa ma diciamo che la gestione Raggi inevitabilmente ha trascinato con sé anche l'operato dei municipi a governo M5s e anche il nostro municipio risente di mala gestione, ritardi, trascuratezza e incompetenza. 

Il XV è un territorio vasto ed eterogeneo: da Ponte Milvio a Cesano, passando per Fleming e Valle Muricana. Quali sono  le tre priorità che dovrebbe affrontare il prossimo presidente del Municipio XV?

Individuazione di spazi e luoghi disponibili per permettere l'incontro e la socializzazione dei giovani e non solo, donne durante la maternità e subito dopo, bambini e anziani. Il confronto e la socializzazione sono elementi fondamentali che non possono più essere trascurati.  Viabilità e trasporti, il nostro municipio è abbandonato a se stesso e se non si ha la macchina, complicato arrivarci e muoversi all'interno. Le persone non possono passare la loro vita sui mezzi anche perché i mezzi a Roma, al contrario di ogni civile capitale europea, vengono utilizzati dalle persone più fragili e con meno mezzi e questa è inaccettabile, la mobilità cittadina e municipale deve essere funzionale e non un ghetto per chi non ha mezzi propri per muoversi. Scuola, cura del verde e manutenzione strade, li metto insieme perché provo a guardare il territorio con gli occhi dei bambini che vanno a scuola e che hanno il diritto di attraversare un territorio bello, pulito, vivere una scuola che funziona e non prendere in continuazione buche in macchina.

Municipio XV, da sempre feudo del centrodestra. Quale ricetta per vincere?

Guardi io sono ligure, ho vissuto tanto a Bologna e a 18 anni sono arrivata a Roma. Ho vissuto in ogni parte della città praticamente e da subito ho percepito questa "rivalità" tra Roma sud (più vera, più simpatica, più di sinistra) e Roma nord (con la puzza sotto e il naso e di destra). Sta cosa le confesso mi ha dato sempre fastidio, ovviamente con i miei amici di Garbatella ci rido ma da sempre mi dico che questa cosa andrebbe rivista e l'obiettivo è rovesciare questo paradigma. La ricetta è risolvere i problemi, essere operativi e andare al nocciolo delle questioni, poche chiacchiere e molti fatti. 

Entrerebbe in un’eventuale maggioranza Pd-M5s?

Il movimento cinque stelle è il nostro antagonista, così come le destre sono i nostri avversari politici, con rispetto e correttezza ma ci poniamo come alternativa al loro governo.

Si parla molto di quote rosa. Nel Pd di Roma la rincorsa alla “parità” ha prodotto candidature calate dall’alto e passi indietro “forzati”, mi riferisco soprattutto a quanto accaduto in I Municipio. Che idea si è fatta della vicenda?

Guardi quando ho letto la notizia, mi sono arrabbiata, io, noi eravamo immersi nei giorni vorticosi della raccolta firme e le candidature dall'alto fanno sempre male alla bella politica, soprattutto quando di mezzo ci sono delle donne. Ho deciso di candidarmi perché ho quasi 42 anni, sono una donna, una madre lavoratrice ed è giunto il momento che anche noi cominciamo a uscire allo scoperto ma sul serio non perché qualcuno ci dà lo spazio.  E a dire che la politica non è solo roba di uomini e che bisogna cambiare anche le modalità per farla, gli orari, la gestione dei tempi di vita e non temere di esserci. Non sono gli uomini che ci concedono l'onore di entrare in politica ma queste sono le nostre nuove regole. Penso che i cittadini desiderino persone normali che si mettano in gioco e ci mettano la faccia ma proprio per questo bisogna praticare una nuova idea di politica.
 

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