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Labaro due mesi dopo l'alluvione: fango, rifiuti e carcasse di cani morti

A due mesi dalle piogge di fine gennaio, in un parcheggio di Labaro giace una vera e propria discarica a cielo aperto. Dopo le denunce di inizio marzo del locale Movimento Cinque stelle, oggi ci ha pensato il consigliere Ncd Robero Cantiani a denunciare l'abbandono dell'area

Una "discarica" a cielo aperto. Fango e detriti depositati nel parco dall'alluvione di Prima Porta. Proprio quell'alluvione che il 31 gennaio ha piegato la Capitale. "A due mesi dalla pioggia che ha messo in ginocchio Roma, e disastrato moltissimi quadranti della città, dobbiamo fare conti con l’inadeguatezza di Marino e della sua inefficace azione amministrativa", ha dichiarato il consigliere di Roma Capitale Roberto Cantiani. 

Il materiale ormai li da due mesi non è stato ancora correttamente smaltito e nei giorni, oltre al fango, sono stati abbandonati anche altri materiali: piastrelle, mattonelle e plastica varia, come ha confermato il consigliere: "A Labaro esiste una catasta di materiale di risulta portato dalla piena e ancora non propriamente smaltito. A guardarla da lontano sembra terra e fango. In realtà è un cumulo di immondizia, rami, plastica. E carcasse di animali morti".

La discarica era già stata fatto oggetto di denuncia in un video del Movimento 5 stelle del XV Municipio di Roma. Nel video si vedono ammassi di rifiuti, plastica, un wc e una montagna di fango maleodorante alta più di un metro e mezzo. Nella denuncia i pentastellati ci tengono a precisare che la discarica, non essendo stata recintata, è stata, nei giorni, facilmente raggiungibile da tutti coloro che volessero buttare questi rifiuti materiali. Mancherebbero inoltre le analisi delle Asl che potrebbero garantire la possibile presenza della "discarica" nell'area. 

Cantiani ha concluso la denuncia con un'accusa direttamente indirizzata al sindaco Ignazio Marino: "Dopo i porci nel pattume, dopo le figuracce mondiali, ecco ancora una volta che Roma deve assistere a spettacoli indegni per la capitale mondiale che è. Tutto questo grazie a chi a suon di Daje ha voluto la bicicletta e ora, a spese dei romani, si ferma perchè non sa cosa fare". 


 

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