Martedì, 15 Giugno 2021
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INTERVISTA | Daniele Torquati, l'ex minisindaco tenta il bis: "Non è questione di carriera, ma di impegno"

Nel 2013 strappò lo storico feudo di Roma nord al centrodestra, nel 2016 la sconfitta contro il candidato del M5s. Ora la corsa alle primarie del Municipio XV: "Scelta giusta, non voglio disperdere esperienze accumulate in questi anni"

Due donne e un ex. E’ sfida a tre per le primarie del centrosinistra in Municipio XV: Liberare Roma schiera Tatiana Marchisio, mentre la competizione tutta interna al Pd vede protagonisti Gina Chirizzi, consigliera e già presidente del Consiglio (2013-2016) e l’ex minisindaco Daniele Torquati. Tenta il bis il presidente che nel 2013 riuscì nell’impresa di strappare al centrodestra lo storico feudo di Roma nord. Nel 2016 la sconfitta al ballottaggio contro il candidato del M5s, l’attuale presidente Stefano Simonelli. Esperienza politica di lungo corso quella di Torquati: eletto per la prima volta consigliere nel 2006 (il più giovane votato a Roma), poi riconfermato nel 2008. 

Una carriera politica di lungo corso nel Municipio XV, poi un’esperienza da minisindaco (il primo dopo vent’anni di governo di centrodestra!) troncata prematuramente per la caduta del Sindaco Marino. Perchè ha deciso di ricandidarsi presidente del Municipio XV?

Perché non ho nessuna intenzione di disperdere le esperienze accumulate in questi anni: consigliere, consiglieri, comitati di quartiere, associazioni, volontari e volontarie con cui abbiamo condiviso obiettivi e percorsi unitari. Più che una questione di carriera, è una questione di impegno. Molti in questi mesi, anche per affetto, mi hanno suggerito di fare altro: “Non ti conviene”; “Se perdi, perdi solo te”; “Quel Municipio è perdente”. E’ del tutto evidente che non è una questione di convenienze, ma di quanto si ritiene giusta una scelta. Nella mia vita ho fatto sempre le scelte che ritenevo più giuste, non quelle ritenute più facili. Questa è una di quelle. Abbiamo, ho deciso, di fare questo passo principalmente perché credo che a Roma, oltre all’onestà, serva esperienza e qualcuno che si prenda le responsabilità. E’ una sfida difficile, forse più delle altre volte. Forse quanto nel 2016, l'anno in cui nessuno si voleva candidare, ma è una sfida che ci siamo sentiti di sostenere insieme ad una comunità di uomini e donne che si sono messi a disposizione. Senza di loro non avrei accettato.

Ripartirà da dove ha lasciato? Quali i progetti che le piacerebbe riprendere e realizzare? Quali sono le tre priorità che dovrebbe affrontare il prossimo presidente del Municipio XV?

Nel frattempo è cambiato il mondo. Ci sono progetti che vanno ripresi e che testimoniano quanto avevamo ragione. Uno è il risanamento dei nostri quartieri dal punto di vista idraulico. Il tema del rispetto dell’ambiente e della cura delle periferie, al netto di molta retorica di questi anni, passa soprattutto per la concretezza, per esempio, di far vivere la cittadinanza serena e senza la paura di avere le case e i propri luoghi di lavoro allagati nei giorni di pioggia. Nei venti anni precedenti non era stato fatto nulla e oltre agli investimenti che abbiamo realizzato nei nostri tre anni di governo, che hanno migliorato la situazione, tutto si è bloccato. Quel risanamento va ripreso e in fretta. Non abbiamo più tempo da perdere. Aggiungerei la questione della mobilità: riprendere il tema della chiusura dell’anello ferroviario con l’apertura della stazione di Vigna Clara e battersi per una nuova linea di metropolitana per Roma Nord. Infine, non possiamo far finta di nulla sullo stravolgimento che la pandemia ha lasciato e lascerà nella nostra società: non solo ha aumentato le disuguaglianze tra chi aveva tanto e chi aveva poco, ma ha fatto emergere difficoltà economiche e sociali in una fascia di popolazione che prima non ne aveva. E’ per questo che dobbiamo lavorare: sanare, per quanto ci è possibile, le disuguaglianze ricostruendo nuove politiche sociali, aiutando le famiglie attraverso i servizi essenziali quali scuole e assistenza a disabili e anziani, diminuendo la burocrazia e facilitando l’accesso ai servizi di aiuto ai nuclei familiari. Mi permetto di aggiungere un altro punto: la questione di Roma Capitale. I Municipi devono avere più forza e più poteri. Una battaglia politica che non abbandonerò mai.

Lei in Municipio XV, Marchionne in III. Il Partito Democratico di Roma, dopo la debacle del 2016, punta a ripartire da chi ha già maturato un’esperienza oppure è stato incapace in questi cinque anni di formare e trovare altri giovani (o meno) che potessero aspirare a guidare un municipio?

Io credo che ci sono entrambe le cose: ci sono candidature che garantiscono competenze e storie personali, e ci sono candidature sostanzialmente nuove. Alla fine, visto l’utilizzo dello strumento delle primarie, credo siano i cittadini a scegliere. Strumento che chiesi anche nel 2016. Anno in cui, sì è stata una debacle, ma sicuramente non per noi del Municipio XV visto che il nostro risultato fu il quarto in tutta Roma e che la differenza tra i risultati del Municipio da quelli di Giachetti era di 8 punti percentuali con più di 4000 persone che nello stesso giorno hanno scelto la Raggi come Sindaco e noi in Municipio. Sia al primo turno che al ballottaggio.

Si parla molto di quote rosa. Nel Pd di Roma la rincorsa alla “parità” ha prodotto candidature calate dall’alto e passi indietro “forzati”, mi riferisco soprattutto a quanto accaduto in I Municipio. Che idea si è fatto della vicenda?

Al netto di quanto accaduto nel primo Municipio, se ancora siamo qui a chiederci se sia opportuna o meno una candidatura femminile o addirittura si parla di “rincorsa alle quote rosa” è perché in fondo non abbiamo ancora risolto, tutti, il tema di come permettere una partecipazione delle donne alla politica attiva del nostro Paese. Il tema non è quante donne si candidano, semmai il tema è come garantire uguaglianza e pari opportunità sollevando le donne da un enorme peso di cura che ancora ingiustamente grava nel nostro Paese su di loro. Dobbiamo chiederci cosa fare per applicare di fatto l’articolo 3 della Costituzione e di come ci si impegna a rimuovere tutti gli ostacoli economici e sociali che impediscono questa uguaglianza. Servono servizi di cura più forti; serve sanare il gap salariale tra generi per cui l’Italia oggi è uno dei peggiori paesi in Europa; serve poi il coraggio nelle Istituzioni di rendere equilibrati i ruoli. Questo vale anche per la quotidianità, certo. Noi, che nel Municipio XV abbiamo avuto sempre questo obiettivo, avevamo la metà del Consiglio di genere femminile, i due assessorati più pesanti, quali sociale e lavori pubblici, affidati a donne e la stessa Gina Chirizzi - che oggi concorre contro di me alle Primarie per la presidenza del Municipio - ricopriva la carica della Presidenza del Consiglio. 

Ipotizziamo che lei vinca le primarie e che arrivi al ballottaggio contro il candidato, ancora ignoto, del centrodestra. Si accorderebbe con il M5s? Creerebbe una eventuale Giunta giallorossa?

Di norma sono abituato a fare un passo alla volta. Il primo obiettivo è quello di superare le primarie, poi ci sarà quello di conquistare il ballottaggio. Non sono tappe scontate. Tutt’altro. Non voglio però sfuggire alla domanda che è politica ed fin troppo facile: io correrò per rappresentare tutte le cittadine e i cittadini del Municipio e per interpretare i loro bisogni. Cercherò di convincere loro e non i ceti politici. 

Tre progetti assolutamente da realizzare nei prossimi cinque anni?

Oltre ai principi generali che comunque prevedono dei progetti, posso aggiungere la necessità di estendere la raccolta differenziata porta a porta. Nel nostro Municipio la differenziata si è bloccata ai 48.000 cittadini di 5 anni fa. E’ una sfida che va affrontata con entusiasmo, così da ridurre sempre di più la quantità di rifiuti indifferenziati, diminuire i costi e avere i quartieri più puliti. Fermo restando il lavoro che si dovrà fare per il trasporto pubblico, credo che dopo il nostro finanziamento – come quello per esempio della rotatoria de La Giustiniana - sia necessario iniziare a riprendere il tema della Braccianese bis. Infine va messo a sistema il patrimonio pubblico per attività culturali e sociali. Penso ai progetti per il “Dopo Di Noi” e ad una nuova biblioteca. Lo avevamo già in mente quando eravamo al governo del Municipio quando recuperammo il patrimonio pubblico per l’ex punto verde qualità Olgiata, che ormai è in un completo degrado, ma anche i locali ex Onpi a Via Rocco Santo Liquido o i locali ex ASL a Via Offanengo.

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