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Invasione a Roma nord, quattro cinghiali intrappolati nel giardino della chiesa: “Da istituzioni nessuna risposta”

L’incontro ravvicinato del parroco di viale Cortina d’Ampezzo: gli ungulati si sono poi diretti nella Riserva dell’Insugherata. Gli animalisti: “Comune e Regione si assumano responsabilità”

foto Facebook - Don Armando Palmieri

Prima hanno scorrazzato per le strade del quartiere rovistando tra i cumuli di rifiuti sempre ingenti durante le festività natalizie, poi hanno trovato riparo nel giardino della chiesa con il parroco a lanciare l’allarme. “Quattro cinghiali sono rimasti bloccati qui” - ha scritto Don Armando Palmieri da viale Cortina d’Ampezzo, nel cuore di Roma nord.  

Cinghiali intrappolati nel giardino della parrocchia

“Stiamo cercando di non farli uscire per strada per evitare pericoli alle persone e alle macchine” - il tentativo del sacerdote che nel pieno dell’ultimo dell’anno si è trovato a gestire l’emergenza. Gli ungulati fuori dalla porta, lui attaccato al telefono per cercare una soluzione che potesse tutelare gli animali e il quartiere dove gli incontri ravvicinati sono all’ordine del giorno. La Riserva dell’Insugherata è proprio li a due passi. “Abbiamo chiamato il 118 che ci ha dato il numero della Regione Lazio - Sezione Animali, ma nessuna risposta. Abbiamo chiamato i vigili, ma hanno dato ulteriore numero da chiamare, senza aver ricevuto nessuna risposta”. 

Cinghiali e Roma nord: "Da istituzioni nessuna risposta"

Un muro di gomma. Alla fine gli animali si sono allontanati spontaneamente: “Erano innocui, hanno mangiato e sono passati oltre”. Per vie e viottoli prima di sparire nel verde. Ma la questione relativa alla presenza degli animali selvatici sotto le palazzine del quartiere ed ora anche nel cortile della parrocchia resta aperta. La mattanza avvenuta nel giardino dell’Aurelio è ancora negli occhi di tutti: il timore è che episodi del genere possano ripetersi. 

"Comune e Regione si assumano responsabilità"

"È chiaro - ha detto il Responsabile nazionale alle Comunicazioni politiche di Rivoluzione Animalista, Alessandro Coricello - che le istituzioni, ciascuna per la propria competenza, devono assumersi la responsabilità delle proprie azioni e agire a tutela della salute degli ungulati e della cittadinanza, invece di mettere in scena il solito teatrino politico ben collaudato che getta nello sconforto animalisti e semplici cittadini che a loro hanno demandato la gestione del benessere degli animali”.

Ammonimento sia per la Pisana che per il Campidoglio, rei di essere inerti sull’emergenza cinghiali: “La Regione Lazio ad esempio deve attenersi al protocollo di intesa per il contenimento  dei cinghiali, mentre il Comune di Roma - aggiunge il segretario nazionale del partito Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica - dovrebbe contrastare maggiormente lo stato di degrado in cui versa la Capitale, fatto di cumuli di spazzatura che costituiscono il terreno più fertile per attrarre in città topi, gabbiani, cinghiali affamati che, anche grazie all’intervento distruttivo del loro habitat da parte dell’uomo, continuerà ad attrarre ungulati in maggior numero”. 

Roma nord: le gabbie armate dei bracconieri

Sui cinghiali la discussione è eterna, i piani di contenimento inefficaci con la città a registrare incursioni da nord a sud. Nel mezzo le pratiche barbare dei bracconieri: proprio a Roma nord nei giorni scorsi è stata trovata una gabbia armata pronta per catturare animali selvatici. Era nel Parco Volusia, in un’area frequentata dai cittadini che portano a spasso i cani. 

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