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Invasione di cinghiali / Tor di Quinto / Corso di Francia

Travolge cinghiale con l'auto, era sbucato all'improvviso in strada in branco: "Io e la mia famiglia miracolati"

La disavventura di Giada su Corso di Francia, in macchina con lei il marito e il figlio di cinque anni: “Non pensavo si potesse rischiare così tanto anche in zone urbanizzate”

La sterzata per evitare il primo cinghiale, quella per non colpire il secondo, poi  l’inevitabile testacoda e lo scontro fortissimo con un terzo esemplare. “Lo prendo quasi in pieno, sento un rumore assurdo, paura di fare un incidente serio. Danni all’auto, noi stiamo bene e poteva andare molto peggio. Se faccio un bilancio, mi sento fortunata”. 

Il testacoda per evitare i cinghiali

Sono le prime parole di Giada Fazzalari, la donna che la sera tra sabato 8 e domenica 9 gennaio ha rischiato grosso a causa dei cinghiali. Proprio nel cuore di Roma. Erano da poco passate le 20.30 quando a bordo della sua auto, insieme al marito e al figlio di cinque anni, percorrendo corso di Francia in direzione Flaminia, sei o sette cinghiali le hanno improvvisamente attraversato la strada costringendola alla brusca frenata e alla svolta repentina. Tanta paura ma fortunatamente nessun ferito. 

Cinghiali a Corso di Francia

“Sono enormi, mai visti così grossi e sono anche veloci. Non avevo mai compreso la gravità del problema ma da quella sera - racconta Giada a RomaToday - quando guido, anche in zone urbane, sono sempre in stato di allerta. Io e la mia famiglia ce la siamo vista veramente brutta. Siamo miracolati. Non pensavo che a Roma si potesse rischiare lo scontro con un branco di cinghiali anche in una zona pienamente urbanizzata”. 

I cinghiali invadono Roma: dal Gemelli a corso Francia

E invece sì. Corso di Francia è solo uno degli ultimi quartieri in cui ormai non è insolito imbattersi negli ungulati: qualche settimana fa anche un’altra giovane donna era stata costretta ad inchiodare a causa dell’attraversamento di un grosso esemplare all’altezza di via Valdagno, alle pendici del Fleming, poco distante dalla nuova Stazione Vigna Clara. Virali le immagini che ritraggono i cinghiali all’ingresso del pronto soccorso del Gemelli o quelle di un branco davanti al cancello di una scuola in zona Trionfale

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L’invasione dei cinghiali a Roma mai risolta

Una questione, quella dell’invasione dei cinghiali a Roma, mai risolta. Il protocollo d’intesa sottoscritto nel settembre del 2019 tra Regione, Comune e Città Metropolitana, è rimasto lettera morta: variamente interpretato dalle istituzioni coinvolte impegnate in una sorta di “scaricabarile” che non ha certo risolto il problema. Piani di contenimento inefficaci, i cassonetti in città spesso e volentieri continuano ad essere pieni e oltre attirando gli ungulati in cerca di cibo nelle strade dei quartieri. Sotto i palazzi, nei giardini, davanti a scuole, tribunali e ospedali. E se la convivenza tra cittadini e ungulati è ormai una consuetudine, restano gli inevitabili risvolti negativi: incontri ravvicinati spaventosi, cariche e rischio incidenti. 

“Stiamo lavorando predisponendo dei piani di recinzioni nei parchi per contenere il loro ingresso in città. È anche una questione legata alla pulizia della città, quindi bisogna togliere i cassonetti dalle zone contigue" - aveva detto il sindaco Roberto Gualtieri durante la registrazione della puntata del Maurizio Costanzo Show a inizio dicembre. Per adesso però nulla cambia, i cinghiali restano padroni della città. 

Cinghiali a Roma: "Basta scaricabarile"

"È arrivato il momento di finirla con il rimbalzo di competenze tra sindaco di Roma, Regione ed enti parco, che sempre di ambito regionale sono. Quando era sindaca la Raggi, la scusa era la mancata convergenza politica tra Campidoglio e Pisana. Adesso che c'è Gualtieri, ormai da mesi, questa linea difensiva non regge più. C'è un sempre più grave problema di sicurezza stradale e di igiene che sono ormai complementari. Il sindaco di Roma - ha tuonato il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini - dovrebbe garantire la pubblica incolumità della circolazione urbana dei cittadini, così come una corretta raccolta dei rifiuti. Tutto ciò però non trova riscontro e sono centinaia, se non migliaia gli animali selvatici attirati in città, tra cui soprattutto, appunto, i pericolosi cinghiali. Dal canto suo il Governatore, con la sua inefficace gestione faunistica, ha permesso negli anni il proliferare della specie senza provvedimenti minimamente efficaci, acuendo sempre di più le criticità della Capitale, circondata com'è da parchi e riserve naturali. Una gestione fallimentare che ha sempre di più addosso l'indelebile marchio di fabbrica della sinistra, troppo attenta a predicare un radical-ecologismo di facciata e sempre più lontana dalle esigenze dei cittadini".

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