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Frana in via Cassia, i privati ricorrono al Tar: "Troppo alto il preventivo del Comune"

La frana che si è aperta con l'alluvione del 31 gennaio insiste su un'area privata. I proprietari del terreno non vogliono sborsare la cifra calcolata dal Campidoglio, perché a loro dire si potrebbe spendere molto meno

I lavori sono partiti, ma il loro corso è appeso al Tar. La frana di via Cassia continua a far penare residenti e commercianti dalla zona. Aperto durante l'alluvione del 31 gennaio scorso, all'altezza di via dei Giuochi Delfici, il cratere che chiude la via bloccando totalmente il traffico è lì da tre mesi. 

L'intervento di messa in sicurezza e ripristino del manto stradale sembra complesso. A illustrarlo l'assessorato ai Lavori Pubblici in una conferenza stampa del 6 marzo: 1 milione e 300 mila euro per lavori della durata di un paio di mesi con partenza entro il 31. Partire sono partiti, ma il primo stop è dietro l'angolo. 

La frana infatti insiste su un'area privata, spetta dunque ai privati l'esecuzione in danno imposta dal sindaco a fine febbraio con apposita ordinanza. Da qui il contenzioso: i proprietari del terreno non vogliono sborsare la cifra calcolata dal Campidoglio, perché a loro dire si potrebbe spendere molto meno. 

Come confermato dallo stesso assessorato, le famiglie hanno fatto un preventivo per proprio conto che ammonterebbe a 300mila euro. Un milione di euro in meno di quanto calcolato dal Comune. Una cifra che lascia a bocca aperta i funzionari del Dipartimento Lavori Pubblici. "Un intervento molto simile a quello effettuato su via Cassia lo stiamo portando avanti sull'Olimpica, il costo è lo stesso ed è stato calcolato con la collaborazione dell'università La Sapienza e di Acer, associazione costruttori". 

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Insomma, non certo con persone alle prime armi sul tema. Inverosimile dunque per l'amministrazione che lo stesso intervento possa costare così poco. Mercoledì si pronuncerà il Tar. Il rischio di una sospensiva c'è. E il calvario per gli abitanti potrebbe essere appena iniziato. 

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