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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cassia Cassia / Via Cassia, 724

Anziani in un tendone tra pezzi che cadono e infiltrazioni: la rivolta dei nonni della Cassia

Il centro anziani in una struttura fatiscente: a due passi quello nuovo mai completato

Caldissimo d'estate tanto da preferire tavolini e sedie nel cortile sotto il sole battente, d'inverno talmente freddo da dover stare all'interno con sciarpe e cappotti stando poi attenti a non scivolare su quella condensa che rende il pavimento, già consunto e usurato, una vera e propria trappola.

Queste le condizioni del centro anziani di via Cassia 724, una struttura che conta 560 iscritti circa. 

Gli anziani della Cassia in un tendone tra spifferi e infiltrazioni

Anziani costretti in un tendone "provvisorio" da vent'anni tra spifferi, infiltrazioni, gelo o afa a seconda della stagione. 

Eppure a pochi passi da li il nuovo centro anziani, quello di via San Felice Circeo, giace abbandonato e vuoto. Un'opera a scomputo per il PUP mai acquisita a patrimonio.

Cassia, 400 "nonni" in un tendone: a due passi il nuovo centro anziani incompiuto

Il nuovo centro anziani a due passi mai ultimato

Nel 2014, all'epoca del Sindaco Marino, lo stanziamento di 200mila euro per il completamento della struttura, fondi confermati anche nel bilancio della Sindaca Raggi. A mancare però l'indizione della gara d'appalto per i lavori necessari e propedeutici alla consegna del bene al territorio e agli anziani della Cassia. 

Così la terza età di Tomba di Nerone teme, anzi è certa, dell'ennesimo inverno al gelo. Da qui proposte e proteste.

"Purtroppo nulla di nuovo è stato fatto nell'ultimo anno. Avevamo il timore di questa inerzia, non vogliamo trascorrere un altro inverno al gelo nell'attuale struttura" - ha detto il presidente del centro anziani Giuseppe Betulia, spiegando come gli associati si erano proposti di effettuare alcune migliorie a quel tendone fatiscente. 

Gli anziani della Cassia in un tendone tra spifferi e infiltrazioni

Nonni pronti ad autotassarsi per effettuare i lavori

Rivestimenti delle pareti laterali in legno e una copertura in materiale plastico che isolassero l'ambiente dalle temperature dell'esterno, mettendo a riparo i suoi ospiti anche dalle infiltrazioni. "Lavori - ha spiegato a RomaToday Betulia - che avremmo realizzato a nostre spese: con i risparmi del fondo cassa, autotassandoci e con l'aiuto di alcuni sponsor. L'amministrazione non ci ha voluto autorizzare minacciando la chiusura del centro".

Da li, da parte di via Flaminia 872, la promessa dell'indizione della gara per i lavori allo stabile di via San Felice Circeo: "Impegno disatteso con nostra grande preoccupazione e delusione" - incalzano da via Cassia 724.

Il timore è che i tempi tra gara d'appalto, aggiudicazione e lavori si facciano davvero troppo lunghi e che quel centro di via San Felice Circeo non veda la luce prima di un anno almeno.   

La proposta del centro anziani di via Cassia

"La proposta che ribadiamo è quella di autorizzarci, nel pieno rispetto delle regole, a mettere in sicurezza e rendere vivibile la struttura di via Cassia 724 in attesa dei tempi lunghissimi per l'ultimazione del San Felice Circeo. I problemi del sociale e degli anziani di questo centro purtroppo non si risolvono con una gita o la ginnastica: bisogna garantire sicurezza e salute". 

L'auspicio del centro anziani di via Cassia è che l'amministrazione del Municipio XV faccia propria tale proposta: "Siano loro i primi ad appoggiarci.  Ci auguriamo che la nostra rabbia passionale possa essere da stimolo per iniziare un nuovo percorso e una nuova politica fatta di azioni concrete e non di sole attività estemporanee, utili ma che non incidono molto sulle vere esigenze dei 500 anziani del centro".

I nonni della Cassia pronti alla protesta

"Non possiamo passare un altro inverno qui" - protesta qualcuno sul piazzale. "Per stare meglio siamo anche pronti a manifestare sulla Cassia" - assicurano i nonni del civico 724. 
 

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