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Centro di accoglienza a La Giustiniana, ancora proteste: "Pronti a blocchi stradali e occupazioni"

Nuova manifestazione su via Cassia contro l'ipotesi migranti nella casa per ferie San Gabriele: Comitati dei residenti sul piede di guerra. Casapound: "Se Prefetto firma scateniamo manicomio"

Non si ferma l'ondata di protesta contro l'ipotesi di un centro di accoglienza per migranti che potrebbe sorgere nella casa per ferie San Gabriele, in via Trionfale 12840.

Secondo gli ultimi rumors dalla struttura gestita dai religiosi non sarebbe ancora arrivata alcuna manifestazione d'interesse, tuttavia alcuni abitanti dei quartieri limitrofi temono che nel silenzio generale, con la città che si svuota per l'estate e il lavoro delle istituzioni in sordina, in quell'angolo isolato e tranquillo della città possano arrivare decine, forse oltre cento, migranti

Così la protesta si fa serrata e comune. Sulla via Cassia, con Casapound a dar manforte, sono arrivati da Bufalotta, Monte Arsiccio, Case e Campi, Casale San Nicola e qualcuno addirittura da Tenuta Piccirilli, già alle prese con la scottante vicenda del campo rom. Una voce unanime: "Qui nessun centro di accoglienza ". Li tra il quartiere residenziale de La Giustiniana, Trionfale e Ottavia quella struttura proprio non s'ha da fare. 

"Guerra ai nemici della mia terra. No al CARA a Case e Campi" - lo striscione di apertura del sit in che palesa un No perentorio e preannuncia dure battaglie su tale fronte. 

"Questo è l'ennesimo tentativo di sfregiare questo quartiere con un gigantesco centro di accoglienza al San Gabriele: una struttura di religiosi nella quale vorrebbero mettere 150-170 clandestini, nella fase iniziale, per poi aumentare visto che il posto è di 5mila metri quadri. A prescindere dai soliti aspetti di carattere burocratico e legale, che a quanto pare valgono solo per i cittadini italiani, con una struttura che ad oggi non appare adeguata, diciamo che questa cosa non è accettabile: faremo le barricate per evitarla. Non possiamo accettare che i nostri quartieri, già abbandonati, diventino luogo di degrado, spaccio e insicurezza più di quanto già non lo siano" - il discorso al megafono di Andrea Antonini, vicepresidente di Casapound. 

Pronti a tutto pur di non avere il centro di accoglienza accanto a casa: la premessa degli abitanti de La Giustiniana presenti al sit in. "Diciamo no all'ipotesi di assegnare immigrati clandestini al San Gabriele che non ha nemmeno l'adeguata struttura per poterli accogliere. Nessuno ci ha chiesto un parere, la cittadinanza non è stata ascoltata: siamo pronti a bloccare Cassia, Trionfale e occupare il Municipio. Faremo di tutto per bloccare questo centro di accoglienza" - ha assicurato Maria Teresa Pissi del Comitato La Giustiniana Case e Campi. 

E presenti sulla Cassia c'erano anche alcuni dei residenti di Monte Arsiccio: loro, con alcuni requisiti della struttura individuata per l'accoglienza venuti meno, il centro nel proprio quartiere sono riusciti ad evitarlo e oggi manifestano con gli altri per dire No all'arrivo dei migranti nella struttura a cavallo tra Municipio XIV e XV. 

"Non vogliamo gli immigrati perchè la gestione dell'immigrazione in questo Paese ha portato grande scompiglio. I centri aperti funzionano malissimo: gli immigrati sono lasciati a se stessi, gestiti in maniera non corretta e che di conseguenza creano problemi alla comunità del quartiere che li ospita. Basta con la speculazione sull'immigrazione, con l'accoglienza che non è tale ma solo guadagno per pochi: non c'è giustizia nè per gli immigrati nè per il quartiere che li riceve. Non siamo contro l'accoglienza ma contro la mal gestione, contro la collocazione di questi centri in quartieri periferici che vivono già i loro disagi" - ha detto a RomaToday Sonia Tosi del Comitato di Quartiere Monte Arsiccio. 

Parole veementi ma protesta pacifica. Ieri i manifestanti, con il concentramento in Piazzale della Giustiniana, sono arrivati sino al limite della carreggiata della Cassia: "Oggi ci fermiamo qui, domani chissà" - il dubbio insinuato dai residenti in mobilitazione. La certezza però è che la protesta non si fermerà: "Quanto successo a Casale San Nicola succederà anche qui. Questo deve saperlo anche il Prefetto qualora decidesse di apporre la firma per quel centro di accoglienza. Quel giorno ci troveranno sulla Trionfale e sarà un manicomio" - le intenzioni anticipate da Casapound. 
 

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