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foto facebook: Telefono Rosa

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La 'Roma bene' contro il rifugio per donne vittime di violenza: “Ci deprezza le case”

Rivolta in un condominio della Cassia contro l’arrivo del centro in un immobile confiscato alla criminalità organizzata. Il Municipio XV: “Progetto va avanti”

“In quel palazzo non le vogliamo, ci deprezzano il valore degli appartamenti”. E’ rivolta a Roma nord contro l’arrivo di una casa rifugio per donne vittima di violenza da aprire in un immobile confiscato alla criminalità organizzata. 

La rivolta della Roma bene contro il rifugio per donne vittime di violenza

Pochi posti letto nel cuore della ‘Roma bene’ che però in parte, come già accaduto mesi fa ai Parioli, si ribella alle nuove ospiti fragili. E’ bastato il sopralluogo della presidente dell'associazione Telefono Rosa, Maria Gabriella Cernieri Moscatelli, per riaccendere le proteste dei condomini della Cassia che già nel 2017 produssero ben due diffide indirizzate a Comune e Regione rappresentando il fatto che l'immobile fosse inidoneo ad ospitare una casa rifugio.

Via le donne vittime di violenza: “Il rifugio deprezza le case della Cassia”

"Quelle donne con la loro storia, il loro dolore, la violenza subita, per gli abitanti del comprensorio, non possono stare li perchè si deprezzerebbero le loro case. Così facendo una parte di società alza un muro proprio nei confronti di chi meriterebbe, invece, una mano tesa e profonda accoglienza” - hanno commentato i consiglieri Pd in Municipio XV, Daniele Torquati, Agnese Rollo, Gina Chirizzi e Marcello Ribera. “Ci auguriamo, a questo punto, che non si faccia nessun passo indietro e si prosegua con la realizzazione di questo necessario progetto sociale. In caso contrario sarebbe una grave sconfitta per i diritti e la tutela delle donne vittime di violenza. Siamo al fianco dell'associazione Telefono Rosa per qualsiasi iniziativa voglia intraprendere". 

Il Municipio XV: “Sì alla casa rifugio, non si torna indietro”

E sebbene l’immobile confiscato e destinato alla casa rifugio per donne vittime di violenza sia di competenza dei dipartimenti del Comune, il Municipio XV rassicura sulla volontà di non cedere ai malumori dei condomini della Cassia. “E’ allucinante questo atteggiamento. Il progetto va avanti e il servizio sarà aperto: è una questione di civiltà e giustizia” - tuona ai taccuni di RomaToday l’assessora al Sociale del Quindicesimo, Paola Chiovelli. “Quello è un immobile sequestrato alla criminalità organizzata, tra quelli messi a bando per iniziative di solidarietà sociale. Non capisco le proteste. Per il Municipio indiscutibilmente si va avanti, lotteremo fino in fondo per quella casa rifugio: per i diritti di quelle donne. I condomini - è dura l’assessora di Roma nord - avrebbero preferito forse dei vicini ‘mafiosi’?”
 

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