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La "banda delle 18" scuote la Cassia: "Rapine e furti continui. Siamo sotto assedio"

Tra San Godenzo e Tomba di Nerone i residenti segnalano quotidiane razzie negli appartamenti: "Incappucciati e armati saccheggiano i nostri condomini". Casapound in piazza: "Città accogliente per tutti tranne che per i propri abitanti"

"Roma Nord sotto assedio". E' questo il messaggio dello striscione che ieri ha preso la scena su via Cassia dove i militanti di Casapound hanno indetto un sit in per dire basta a furti, rapine e aggressioni che ormai in quel quadrante della città sembrano essere all'ordine del giorno.

Accanto ai giovani arrivati dalla sezione di via Due Ponti e da via Napoleone III con bandiere e megafoni anche alcuni residenti stufi di segnalazioni e lettere alle autorità per denunciare quell'ondata di ruberie che sta scuotendo in particolar modo il quadrante di San Godenzo. 

A spaventare gli abitanti dell'asse Cassia quelle bande di soggetti incappucciati che al calar del Sole - armati di bastoni, spranghe e in qualche caso addirittura pistole - fanno irruzione negli appartamenti e poco importa se dentro vi siano o meno i proprietari: in caso di assenza la razzia è rapida e per i malviventi indolore; nell'eventualità contraria impugnare un oggetto contundente, la violenza e le minacce bastano per farsi aprire la cassaforte e poi sparire con l'ambito bottino. 

"Questi episodi sono all'ordine del giorno" - denunciano i residenti durante il sit in. "Non ne possiamo più dei furti, delle rapine e delle occupazioni abusive che qui sulla Cassia sono veramente all'ordine del giorno. Già dall'anno scorso abbiamo segnalato e chiesto provvedimenti alle forze di polizia contro queste bande di uomini incappucciati, armati con bastoni o spranghe che, quasi sempre intorno alle 18,  non appena cala il sole, attraversano i nostri condomini scavalcando muretti, recinzioni e finestre per poi entrare nelle nostre case e fare razzia" - ha raccontato a RomaToday Francesca, una delle residenti scese in piazza che proprio alcuni giorni fa ha sorpreso ed è riuscita a mettere in fuga quattro balordi trovati all'opera nel balcone del piano di sotto. 

"Due giorni fa un'altra famiglia è stata rapinata e minacciata con un'arma. Ormai è un continuo. Nonostante le segnalazioni non è cambiato nulla così oggi abbiamo deciso di scendere in piazza con Casapound che è l'unica parte politica che sembra interessarsi a tale fenomeno. A 50 anni - prosegue la signora - è la mia prima manifestazione".

Ma non solo paura dei furti. Sulla Cassia, un tempo residenziale e tranquilla, c'è timore anche nel rientrare: "Appena cala il buio è pericoloso pure percorrere la strada dalla fermata dell'autobus a casa. La preoccupazione in ogni caso è tanta: per chi rientra c'è il pericolo di trovare qualcuno dentro, per chi è fuori il timore che possa accadere qualcosa ai propri cari" - aggiunge un'altra ragazza intervenuta al sit in di fronte al civico 515. 

Sicurezza, controllo del territorio e agenti in borghese quanto chiedono i condomini di quel quadrante più e più volte saccheggiato. "L'impunità di certi soggetti è ormai intollerabile e c'è il rischio che porti ad un'escalation. Non possiamo aspettare che succeda il peggio" - dicono i residenti della Cassia. 

"Sul tema della sicurezza c'è un totale disinteresse da parte di tutte le istituzioni. Siamo onorati e per noi è un grande piacere metterci a disposizione del territorio per ma non è possibile e non è giusto che debba essere Casapound ad intervenire o che debbano essere i cittadini a manifestare per veder garantita la propria incolumità: a difenderli ci dovrebbero essere Comune, Prefettura e forze di polizia che invece latitano" - il commento di Vittorio Di Mario, esponente di Casapound e alle scorse amministrative candidato presidente per il Municipio XV. 

E della Cassia come "terra di conquista per i malavitosi" ha parlato Andrea Antonini, vicepresidente di Casapund e già consigliere di quello che fu il Municipio XX.

"Questa zona è diventata terra di conquista per i malavitosi provenienti da ogni dove: soprattutto, a giudicare dalle segnalazioni, da pesi dell'est, zingari e affini.  Nelle dichiarazioni questa è una Città ospitale per tutti tranne che per i propri cittadini. Ogni giorno c'è un grande dibattito su come alloggiare questa gente, su come smantellare i campi e dare assistenza alloggiativa, ma nessuno si preoccupa del fatto che queste persone vivono esclusivamente di espedienti. Vogliamo che le istituzioni, a partire dal Municipio, fino alle autorità di pubblica sicurezza, inizino a preoccuparsi di queste situazioni". 

Nel mirino di Casapound, proprio come fu per lo stabile al 1134 di via Cassia, pure il palazzo fatiscente e occupato al civico 560: una vera e propria favela nel cuore del quartiere e di fronte alla scuola in cui decine di persone ignote vivono in condizioni di degrado. 
"Su quella situazione intollerabile dopo il nostro presidio è arrivata la solita risposta sibillina da parte del Municipio che si è impegnato per lo sgombero. Peccato però che a venti giorni da quella promessa non ci sia traccia di sgombero, sequestro o vigilanza. Evidentemente - ha concluso Antonini - qui paga solo la creazione di un problema di ordine pubblico altrimenti non c'è alcun ascolto dei cittadini". 

E se la Cassia esce allo scoperto e lancia l'allarme sicurezza non va meglio negli altri quartieri di Roma Nord: rapine e furti continui vengono segnalati anche nel comprensorio dell'Olgiata, così come a Saxa Rubra dove solo pochi giorni fa due donne rientrando a casa hanno trovato una banda intenta a fare razzia di oggetti e gioielli.

Dalla Flaminia alla Cassia passando per la Tiberina la paura è tanta, le soluzioni al momento davvero poche: con pure quei tavoli per l'ordine e la sicurezza municipali, avviati ai tempi del Prefetto Gabrielli, caduti nell'oblio. 
 

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