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Domenica, 28 Novembre 2021
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Arsenico nell’acqua, da Marino a Raggi: l’estremo di Roma nord resta ancora con i rubinetti inutilizzabili

Attesa per la bonifica dell’acquedotto Arsial di Malborghetto, l’ultimo rimasto da risanare: per 61 utenze lungo la Flaminia scatta il settimo anno di divieto di utilizzo

Ancora tracce di arsenico nei campioni prelevati: così per sessantuno utenze all'estremo nord della Capitale è stato prorogato il divieto di utilizzo dell’acqua proveniente dall’acquedotto rurale Arsial di Malborghetto. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha prorogato l’ordinanza fino al 31 dicembre 2021

Roma nord, ancora arsenico nell'acqua: per 61 famiglie divieto di utilizzo

Un altro anno senza acqua potabile dunque per famiglie e attività produttive di Malborghetto, lungo la via Flaminia. Una zona immersa nella campagna di Roma nord, a due passi dallo storico Arco. 
 
Si perchè proprio poco oltre il XIII miglio della Flaminia antica si trova il Casale di Malborghetto: l’edificio ha inglobato un Arco quadrifronte del IV secolo d.C. posto a segnacolo dell’incrocio tra la via Flaminia e la strada di collegamento tra Veio e la Tiberina. Un arco onorario messo in relazione alla discesa delle truppe di Costantino da settentrione proprio lungo la consolare per opporsi a quelle dell’imperatore Massenzio. La tradizione cristiana vuole che Costantino, accampatosi in questo luogo, abbia visto al tramonto nel cielo il segno della croce e che “durante il sonno viene avvertito di far segnare sugli scudi il celeste segno di Dio e di dar battaglia”. Il giorno dopo, il 28 ottobre del 312, Costantino sbaragliava a Saxa Rubra l’esercito del rivale e lo stesso Massenzio periva nelle acque del Tevere. A seguito di questa vittoria, nel 315, il Senato Romano fece erigere nell’Urbe l’arco bifronte presso il Colosseo e forse nel Suburbium quello di Malborghetto. Solo nel 1982 il Casale di Malborghetto entrò a far parte dei Beni del Demanio: dopo un'attenta opera di restauro ospita un Antiquarium con i ritrovamenti pertinenti alla via Flaminia.

Arsenico nell'acqua: Raggi proroga ordinanza che vieta utilizzo

Un sito storico alle porte di Roma, intorno una zona rurale senza acqua potabile dove da sette anni si susseguono le ordinanze che vietano l'utilzzo di quella proveniente dall'acquedotto Malborghetto. Il primo provvedimento fu del sindaco Ignazio Marino nel 2014

L'acqua che scorre da quelle parti non rispetta le caratteristiche adatte al consumo: i livelli di arsenico sono troppo elevati, ecco perchè tutti sono costretti a rifornirsi da autobotti e cassoni di scorta. 

Per bere da rubinetti di casa e fontanelle bisognerà attendere la bonifica dell’acquedotto Arsial di Malborghetto: l’ultimo rimasto in lista dopo il risanamento da parte di Acea Ato2 di quelli di “Brandosa”, “Monte Oliviero”, “Piansaccoccia”, “S. Maria di Galeria”, “Camuccini” e "Santa Brigida".
 
Il progetto definitivo già c’è, oltre 1milione e 700mila euro la spesa complessiva stimata con i lavori che dovrebbero durare 365 giorni naturali e consecutivi. Da qui il divieto di utilizzo dell’acqua proveniente dal Malborghetto per un altro anno: l’ennesima proroga dell’ordinanza che lungo la via Flaminia, famiglie e attività produttive, sperano davvero sia l’ultima. 

Arsenico nell’acqua: un altro anno di stop al consumo umano per aziende e famiglie a Roma nord

Malborghetto senza acqua potabile: "Indecorosa mancanza di un bene primario"

“Appare indecoroso e non degno di una Capitale occidentale che un bene primario come l’acqua e il diritto alla mobilità – ha dichiarato Andrea Simonelli in rappresentanza dei cittadini della zona - siano negati o fortemente compromessi per l’inefficienza politico amministrativa del Comune di Roma e della Regione Lazio. E se per gli acquedotti sono almeno chiare le responsabilità e gli interlocutori istituzionali, per le strade si assiste ad un balletto indecente di rinvii di responsabilità tra la Regione Lazio (ARSIAL), Comune di Roma e Municipio XV, che rendono ancor più avvilente e inaccettabile il protrarsi di questo stato di abbandono”. 

E sulla presenza di arsenico nell'acqua di Roma nord è intervenuto anche Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale: “Gravissimo che ancora la rete idrica risalente alla riforma agraria, anni ’50,  è in eternit e questo potrebbe contribuire a causare proprio  la presenza di arsenico nell’acqua o comunque di sostanze inquinanti. Sono 7 anni che prorogano l’ordinanza con la motivazione di dover definire aspetti tecnico amministrativi senza fare di fatto nulla di concreto. . Peraltro ci si chiede – prosegue Benvenuti - se essendo vietata l’acqua per uso umano, debba ritenersi vietato anche l’uso in agricoltura e zootecnica vista la presenza di allevamenti  nella  zona. In questo caso perché non vi nell’ordinanza alcun trasparente chiarimento  che pertanto lascia dubbi ed incertezze. Necessario procedere in tempi rapidi a garantire ai cittadini interessati acqua pubblica senza arsenico o altre sostanze tossiche , quindi  fuori dai parametri di conformità, e  ridare –conclude Benvenuti - al più presto servizi e dignità ad una zona che vorremmo ancora una volta ricordare fa parte della Capitale”.  

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