Domenica, 14 Luglio 2024
zone Africano

Bambini senza scuola a quattro giorni dalla campanella. E le mamme scrivono a Mattarella

In 17 si sono iscritti al primo anno della media montessoriana di via Santa Maria Goretti, ma l'ufficio scolastico non ha dato l'ok alla costituzione della classe

Da viale Libia, altezza metro B1, fino alla "Montessori-Pini" di via Santa Maria Goretti sono 97 metri. Un minuto a piedi. Il tempo che buona parte delle bambine e dei bambini iscritti alla scuola media "Montessori-Clotilde Pini" impiegherebbe ogni mattina per andare a lezione, autonomamente. Come è normale a 11 anni se si frequenta la scuola di quartiere. Per 17 alunni del quartiere Africano potrebbe non essere così, perché la loro classe non è stata autorizzata dall'ufficio scolastico regionale e gli altri istituti di zona sono già pieni.

I 17 bambini senza scuola 

Francesca De Amicis ha 45 anni, la figlia più grande dovrebbe iniziare la scuola media con metodo montessoriano. Lo segue da quando è poco più di una neonata: "Ma ad oggi è senza classe e come lei altri 16 tra bambine e bambini del quartiere - racconta la donna, insegnante di sostegno - ma non ci siamo arresi. Da quando abbiamo saputo che la classe non si sarebbe formata non siamo rimasti con le mani in mano, abbiamo scritto agli enti competenti e chiesto incontri. Le istituzioni ci hanno dato ascolto, il Comune ha convocato una commissione durante la quale ci siamo sentiti ben rappresentati. Ma purtroppo ancora non abbiamo novità".  L'ufficio scolastico regionale ha bloccato l'avvio della classe adducendo motivazioni economiche e nonostante la proposta dell'istituto, cioè di coprire le ore di lezione a costo zero, non è stato ancora dato l'ok. 

Le famiglie scrivono anche a Mattarella

Nel corso degli ultimi dieci giorni sono partite lettere al ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara, poi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Infine al Capo dello Stato, Sergio Mattarella: "Consentire la continuazione della sperimentazione nella scuola dove tutto è iniziato - si legge in un passaggio della missiva - permetterebbe di coniugare l’alto valore simbolico di Maria Montessori con la possibilità concreta di continuare un’esperienza formativa che le nostre ragazze e i nostri ragazzi stanno vivendo o si apprestano a vivere con la gioia della partecipazione, della collaborazione e dell’inclusione sociale. Come famiglie stiamo vivendo questi giorni che precedono l’inizio delle attività didattiche con un forte senso di apprensione e sospensione per il futuro scolastico dei nostri ragazzi. Da genitori non possiamo non essere anche molto preoccupati per le ripercussioni psicologiche che l’interruzione del progetto potrebbe avere sui nostri figli, che hanno investito molto in questo percorso per la creazione di un gruppo eterogeneo, ma molto coeso".

La sperimentazione montessoriana a rischio

Le famiglie hanno timore che la sperimentazione si interrompa definitivamente per un doppio motivo: non solo per la mancata costituzione di una prima classe, ma per quanto sta accadendo nell'attuale seconda. Cioè la decadenza di insegnanti montessoriani, sostituiti con colleghi non formati sul metodo. Una novità resa pubblica in commissione scuola il 4 settembre e denunciata dalla scuola stessa tramite la sua dirigente. "Mia figlia studia con il metodo montessoriano da sempre - continua Francesca - se finisse in un'altra scuola ci dispiacerebbe molto, perché anche i suoi due fratelli più piccoli frequentano la 'Clotilde Pini', terza e quinta elementare, quindi sarebbe ideale avere tutti e tre formati nello stesso modo". Ma il problema, andando a stringere, è ancor più logistico. 

La mamma: "Nessuna scuola di quartiere ha posto"

Vivere a 100 metri dalla scuola dove vorresti mandare tua figlia, frequentata già dagli altri due, per dover invece mandarla in un altro quartiere suona come una beffa. Una dinamica contraria a ogni logica: "Quella delle medie è la fase in cui i figli iniziano ad essere autonomi - spiega la signora - quindi significa poter andare a piedi, al massimo prendere l'autobus per qualche fermata. Invece, così, saremmo costretti a organizzarci per uscire in macchina e fare magari anche più di qualche chilometro ogni mattina". Le altre quattro scuole del circondario sono già piene: Winckelmann a largo Lanciani, IC via Volsinio (che ha una sede a via di Santa Maria Goretti), la Sinopoli dell'IC Contardo Ferrini a via Mascagni e la Settembrini a Corso Trieste sono già piene. "Noi non possiamo portare i figli fuori territorio - conclude Francesca - siamo troppo a ridosso dell’inizio, è logisticamente complesso. Io attacco alle 8, devo andare in un'altra zona, ci sono i due bambini che vanno vicino casa, come si fa?". Risposte, ad oggi, non ne sono arrivate. Il 15 suonerà la prima campanella e ci sono 17 bambine e bambini senza scuola. 

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