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Piazza Bainsizza, si discute dell'ex rimessa Atac: "Dal nuovo Municipio clima di ascolto"

Se ne torna a parlare dopo anni di progetti mai realizzati. La delibera 39 del 2011 prevede la vendita a privati dell'ex rimessa per la costruzione di edifici residenziali, commerciali, verde e servizi pubblici. Progetto ampiamente contestato dai cittadini

Ex rimessa Atac di piazza Bainsizza, il classico immobile pubblico abbandonato e destinato al privato per costruire. Cemento su cemento, troppo per i cittadini, in cambio di servizi, insufficienti a fronte del carico di nuovi residenti. Se ne torna a discutere, dopo anni di progetti solo pensati, osteggiati, rivisti e mai realizzati. Del 15 gennaio una riunione nell'aula consiliare dell'ex Municipio XVII. 

L'INCONTRO - Presente Anna Lisa Secchi, Presidente della Commissione Cultura, Rigenerazione Urbana e Mobilità del nuovo primo Municipio, Tatiana Campioni, assessore ai Lavori Pubblici, consiglieri della maggioranza e dell’opposizione e cittadini del Coordinamento Progetto Partecipato che da anni seguono la vicenda. Un incontro senza grosse novità, organizzato per ricapitolare la vicenda e fare il punto.   

"I presenti hanno preso atto di tutto - scrivono dal Coordinamento - e hanno assicurato che c’è il massimo interessamento dell’attuale giunta municipale a una positiva soluzione dell’annosa questione". Sì, decisamente annosa. L'ex rimessa Vittoria fa parte della lista di vecchi depositi, alcuni ancora in uso, di proprietà di Atac Patrimonio srl (società di scopo controllata da Atac spa), autorizzata a venderli dalla delibera 39 del 25 giugno 2011, licenziata dall'assemblea capitolina. 

IL PROGETTO DEL COMUNE - Gli immobili in questione, esaurito il supporto al tpl, “rappresentano - si legge nell'atto - una opportunità strategica sia al fine di reperire risorse economiche, sia per un più generale processo di riqualificazione urbana”. Per molti più la prima che la seconda. 

Detto questo, anche per piazza Bainsizza, il Campidoglio ha provveduto all'elaborazione di un primo "Programma unitario di valorizzazione territoriale", cioè ha dettato le linee guida del progetto di riqualificazione, riassunte sul sito del Comune.  

"Trasformazione dell’attuale rimessa, che si estende su una superficie di circa 1,5 ettari, attraverso la demolizione dei capannoni, la conservazione del fronte lungo viale Carso, il restauro dell’immobile attualmente utilizzato dalla ASL RME e la nuova costruzione concentrata lungo via Montenero". 

E ancora "si prevede una nuova edificazione per mq 15.432, di cui mq 10.031 con destinazione residenziale; mq 2.758 con destinazione commerciale e mq 2.643 per servizi privati". In percentuali: un mix funzionale di 60% per le residenze e 40 % per servizi e attività commerciali, con circa 16.400 mq circa di spazi pubblici, tra cui verde e parcheggi. 

IL COORDINAMENTO - Un piano inaccettabile per i residenti che fanno subito muro, riuniti prima nel Comitato Vittoria poi incluso nel Coordinamento Progetto Partecipato, insieme di comitati e associazioni del qaurtiere. Prima richiesta al Municipio, nel giugno 2011, è di attivare un "Laboratorio di Progettazione Partecipata", Sei mesi dopo un primo incontro pubblico dove si tracciano delle linee guide, che però a detta dei cittadini non vengono rispettate negli schemi di programma presentati successivamente da Comune e Atac. 

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Schemi che per di più sarebbero stati elaborati, sempre a detta del Coordinamento, "in assenza di studi preliminari di tipo urbanistico, idrogeologico e ambientale, dove le linee guida non sono rispettate e i valori della volumetria e della SUL del complesso sono superiori anche a quelli massimi stabiliti dalla deliberazione n.39/2011". Il progetto, comunque, è ancora sulla carta e la minaccia cemento è rimasta una minaccia. Intanto i cittadini contano sul Municipio eletto a giugno per una nuova convergenza di intenti. 

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