Venerdì, 30 Luglio 2021
Prati Prati / Via Pompeo Magno

Via Pompeo Magno: incerto il destino del pino secolare

A Prati si discute ancora per la sorte del pino secolare di via Pompeo Magno. Dura il tira e molla tra coloro che sono favorevoli all'abbattimento dell'albero e quelli che sono contrari al taglio della pianta

Ancora in ballo il destino del pino secolare in via Pompeo Magno, 10. L'albero nasce intorno al 1900 in un giardino privato che oggi appartiene ai signori Antonio e Irmburg Durante. Due anni fa, alcuni vicini hanno richiesto l'abbattimento della pianta perché le sue radici creavano danni alla loro rimessa. La coppia Durante ha chiesto la solidarietà di tutti i condomini per salvare il pino di loro proprietà. Ma “dalle perizie effettuate dai consulenti tecnici del Tribunale – dichiara Gregorio Troilo, l'avvocato dei proprietari del box auto – l'albero è pericoloso perché presenta una notevole inclinazione.”

In merito alla vicenda, il Tribunale di Roma ha preso dei provvedimenti: il primo risale al 24 aprile 2009 e il secondo al 6 luglio 2010. “Si tratta di un provvedimento possessorio – spiega l'avvocato – che si articola in un procedimento sommario e una fase di ricorso. La prima perizia, secondo la quale il pino deve essere tagliato, è stata alquanto sommaria – dichiara Troilo – mentre la seconda ha confermato le stesse condizioni della prima, ma attraverso procedimenti più complessi.

Nel corso dei primi sopralluoghi è stato impiegato un solo consulente agronomo, la seconda volta, invece, è stato nominato anche un ingegnere, oltre all'agronomo. A me risulta – continua l'avvocato – che il pino non è vincolato da una normativa urbanistica.” I periti hanno inoltre classificato l'albero nella categoria C/D. Le piante appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano anomalie tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia sensibilmente ridotto. “ Secondo quanto riferito dai consulenti, - aggiunge Troilo - la pianta è priva di manutenzioni da ben 10 anni.

I primi danni all'autorimessa risalgono al 2002/2003. Le radici hanno divelto il box del mio assistito e la crescita del fusto ha creato ulteriori danneggiamenti al fabbricato. Per questo – continua l'avvocato – dalla fine del 2008 stiamo chiedendo al Tribunale di prendere provvedimenti in merito alla causa, senza ottenere però nessuna risposta.” L'unica soluzione al problema parrebbe quindi l'abbattimento del pino.

In merito alla vicenda abbiamo ascoltato anche i coniugi Durante. La coppia ha tenuto a precisare i seguenti punti:
 “Non è vero che il pino manca di manutenzione da oltre 10 anni: l'ultima volta è stato mondato e potato da ditta specializzata nel mese di aprile 2010, come suggerito dai tecnici forestali;  non è stato menzionato il fatto che all'epoca della costruzione del box il pino era in vita da circa 60 anni e quindi era già un albero di alto fusto a fianco del quale, abusivamente e senza rispetto delle distanze e delle norme urbanistiche, è stato costruito lo stesso box; i periti nominati dal Tribunale hanno accertato che il box presenta difetti di costruzione e di manutenzione e  che a tali difetti va attribuita la responsabilità di danni rilevati;  gli stessi periti nominati dal tribunale hanno proposto, invece dell'abbattimento, il monitoraggio della pianta per i prossimi 10 anni (da ciò si deduce la non pericolosità del pino);  una sfilza di perizie (forestale dello stato, ufficio giardini, etc. ) hanno escluso che la pianta abbia problemi di staticità in quanto l'inclinazione del fusto è compensata largamente dalla produzione di una massa legnosa di rinforzo alla base della stessa pianta e perchè la sua chioma si è sviluppata in senso opposto all'inclinazione non destando, pertanto, segni di pericolo”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Via Pompeo Magno: incerto il destino del pino secolare

RomaToday è in caricamento