Mercoledì, 23 Giugno 2021
Borgo Valle Aurelia / Largo Cardinale Clemente Micara

Largo Micara, la pazienza è finita: "Stop al parcheggio selvaggio dei pullman"

Il parcheggio di Via Gregorio Settimo, a due passi dal Vaticano, ha 42 posti ma di autobus ne arrivano molti di più causando disagi di ogni tipo ai residenti. Che ora minacciano azioni legali

Un parcheggio da 42 posti in cui arrivano a sostare giornalmente più di settanta autobus. E il mercoledì, giorno dell’Udienza Papale, e nel fine settimana possono arrivare addirittura a superare il centinaio. È la surreale situazione che si verifica ogni giorno a Largo Micara, in via Gregorio VII, non molto distante dalla basilica di San Pietro, un posto strategico per portare turisti e pellegrini a visitare la Santa Sede, ma che proprio per questo motivo è diventato invivibile per i residenti che abitano a pochi metri dal parcheggio.

Nel 2010, infatti, entra in vigore il nuovo piano parcheggi: se per sostare a Largo Micara occorreva il permesso di ingresso a Roma (B, C e E) più una straordinaria tipologia F, ora dal parcheggio si può entrare ed uscire liberamente. Oltre il danno anche la beffa, visto che fino a due anni orsono la Cotral, che gestiva il parcheggio, si premurava di curarne anche la sorveglianza impedendo che venissero violate alcune basilari norme di base.
Come quella di usare il parcheggio anche di notte, o di lasciare il motore acceso mentre gli autobus sono fermi per far funzionare riscaldamenti o l'aria condizionata.

Il risultato è che nei palazzi che costeggiano Largo Micara tra rumore e smog non tollerano più l'anarchia del parcheggio selvaggio. “Immagina ottanta pullman con i motori accesi che sostano nelle prime ore del mattino davanti alla facciata del palazzo – dice una signora che vive in uno degli stabili interessati dal disagio – c’è un rumore insostenibile. Ma non è solo un problema di inquinamento acustico. Ancora più grave è quello ambientale. Se stendi la biancheria su quella facciata, i panni diventano neri, e d’estate chi abita nei primi piani non può tenere aperte le finestre”.



E i disagi per i residenti non finiscono qui. “Il parcheggio – continua l’inquilina dello stabile - dovrebbe chiudere alle 21, ma dal momento che è incustodito ognuno fa un po’ come gli pare. Così arrivano autobus anche la notte, ovviamente lasciando il motore acceso. E di mattina, quando c'è il pienone, pur di parcheggiare occupano lo spazio destinato alle manovre, e in via Gregorio VII si formano delle colonne di pullman. Il punto è che non c'è sorveglianza. Chi prima arriva bene alloggia.  Fino a due anni fa, quando era gestito dalla Cotral, era tutto diverso. Arrivavano meno autobus e rispettavano le regole, ora siamo costretti a chiamare la polizia che non sempre arriva”.

Della situazione si sta occupando il Comitato Gregorio Settimo che ha chiesto ed ottenuto un incontro con l’On. Federico Guidi, presidente della commissione bilancio di Roma Capitale. “Una persona squisita che almeno ci mette la faccia – continua l’inquilina del palazzo – l’abbiamo incontrato qualche mese fa. Ha detto che avrebbe fatto quello che poteva ed ha prospettato una soluzione, vale a dire creare un altro ingresso e fare in modo che la zona più vicina alle abitazioni non sia adibita alla sosta”.

Dal Comitato Gregorio Settimo, intanto fanno sapere che la pazienza è finita, dall’associazione spiegano che “l'inquinamento oramai ha raggiunto e superato livelli di guardia. Molti si stanno ammalando alle vie respiratorie. La Polizia Municipale del 18 municipio fa quel che puo' ma appena la pattuglia di controllo si allontana ritornano tutti e il caos ricomincia. Ci siamo quindi decisi a rivolgerci ad uno studio legale di Roma che sta studiando le vie più idonee per tutelare i diritti degli abitanti del quartiere”.
 

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