Mercoledì, 4 Agosto 2021
Borgo Borgo / Piazza del Risorgimento

San Pietro, ambulanti abusivi: ferie forzate per il 1 maggio

Il giorno della beatificazione di papa Giovanni Paolo II l'elevato numero di controlli farà sì che gli ambulanti abusivi di piazza Risorgimento rinuncino al "business"

Non vogliono parlare e, se lo fanno, è solo per venderti le loro borse: gli ambulanti abusivi di piazza Risorgimento sembrano moltiplicarsi da quando, anche oggi, è andata via la pattuglia di finanzieri che controlla la piazza quotidianamente.
Arrivano con i loro mille sacchetti, dispongono la merce alla bell'e meglio e si spartiscono il territorio.

Il giorno della beatificazione però hanno deciso di non esserci perché, da quanto ci hanno raccontato, ci saranno troppi controlli e saranno troppe anche le persone che quel giorno affolleranno la piazza. Come spiegano si rischia che la merce venga rubata o rovinata, anziché venduta.
Non pagano le tasse, la concessione e sono un problema per quegli ambulanti che, invece, in quella piazza hanno deciso di lavorare in regola con tutti i permessi del caso: sanno di essere concorrenti temibili e si nascondono dietro un muro di omertà, quasi complici gli uni con gli altri.
La maggior parte non supera i 35 anni, sono quasi tutti extracomunitari arrivati in Italia con mille sacrifici ed escamotages, molti di loro senza documenti, con un'unica certezza: restare qui, non tornare indietro.

L'essere abusivi in piazza sembra a molti di loro l'unico rimedio per “tirare a campare”: è per questo che, dalle loro dichiarazioni, si viene a sapere che il 1 maggio molti di loro preferiranno non rischiare. Non verranno, lasceranno la piazza agli altri ambulanti, almeno secondo quanto ci hanno raccontato. Sanno che i controlli saranno triplicati, il sequestro della merce è un rischio troppo alto, così come l'essere portati in questura senza documenti: si rischia l'espulsione. Questo fa sì che quasi tutti, al momento delle domande, fingano di non capire l'italiano, né di parlarlo; molti non si sforzano nemmeno, si chiudono in un silenzio rivelatore e girano la testa.

Alcuni spiegano sbrigativi che preferiscono cercare di vendere il più possibile in questi giorni, un incremento delle vendite fino alla fine del mese riuscirebbe a compensare sicuramente le perdite del 1 maggio: si fanno i calcoli, si cercano i trucchi, alcuni pensano a spostarsi, ma le altre piazze di Roma sono già state spartite e quindi è proprio meglio non presentarsi e dedicare il giorno della beatificazione ad altri lavori, sempre che si riescano a trovare.

ll sole è alto su piazza Risorgimento, il flusso di turisti è incessante, molti anche i romani che attraversano la piazza: alcuni si fermano per contrattare il prezzo di una borsa, la trattativa si fa serrata, nessuno vuole cedere.
Alla fine la borsa falsa viene venduta per 60 €: l'acquirente è entusiasta, convinto di aver fatto un affare. L'ambulante è ancora più contento: se gli affari continuano così, “la chiusura” forzata del 1 maggio non comporterà grandi perdite.

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