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Voragine in via dei Savorgnan: "Colpa dei tir". E del Comune che non è mai intervenuto

Tecnici Acea sul posto fino a questa mattina per riparare il danno alla tubatura e riallacciare l'acqua. Poi avverrà, gradualmente, il riempimento del terreno. Comitato Certosa: "Chiediamo dal 2008 lo stop dei mezzi pesanti"

Voragine via dei Savorgnan

La strada chiusa, appartamenti senza acqua corrente per 24 ore e lo spettro di lunghi lavori, come accadde per la vicina via Filarete. Una mega voragine profonda una decina di metri si è aperta martedì pomeriggio in via dei Savorgnan. Il terreno ha ceduto, provocando la rottura di una conduttura idrica. Per quasi due giorni, sei famiglie sono rimaste senza acqua. I tecnici di Acea, dopo i necessari sopralluoghi, avrebbero confermato che il problema non è partito dalle tubatura. La colpa, al solito in questa zona, è del sottosuolo. 

Il baratro, l'ennesimo, visibile sotto la spaccatura dell'asfalto, ricorda a chi lo avesse dimenticato: il V municipio poggia sul vuoto. Una rete di cave di tufo, cunicoli, vuoti nel terreno, caratterizzano da sempre il sottosuolo di tutta Roma, in particolare della zona est. Tor Pignattara è fra le aree più colpite. Ricordiamo la famosa voragine di via Filarete, sempre nel quadrante di villa Certosa, chiusa ad aprile 2013 e riaperta a marzo 2015 dopo la gara pubblica, i sondaggi del terreno, il riempimento della cavità, il rifacimento delle fogne. E il reperimento di fondi. Un'odissea. 

In via dei Savorgnan "il riempimento avverrà in maniera graduale", come spiegato dal presidente M5s Giovanni Boccuzzi. Per tempistiche, progetto e recupero dei fondi necessari presso il dipartimento Simu (Lavori Pubblici) è ancora presto per pronunciarsi. A detta dei residenti però qualcosa si poteva fare, forse, per evitare pericoli, disagi e spese. Sono i membri del comitato Certosa a sottolineare che il problema non è certo nuovo e oggetto di lunghissime battaglie della cittadinanza. 

"Abbiamo le mappe del sottosuolo, mappe in cui è evidenziata ogni cavità, la profondità delle zone vuote e di quelle piene, sono segnalati inoltre tutti i materiali di cui è fatto il terreno nelle sue varie stratificazioni" spiegano. E via dei Savorgnan in particolare fu oggetto di un intervento di riparazione degli impianti fognari nel 2008 che evidenziarono chiaramente la presenza delle gallerie e delle cavità, e ai quali seguirono importanti lesioni ai danni di una palazzina sulla via. "Il manto principale venne rinforzato da paratie di consolidamento". Ma il comitato, "consultato un geologo che così le vibrazioni sarebbero arrivate ancora più forti alle zone laterali", chiese che venisse comunque interdetto il passaggio dei mezzi pesanti. Nessuno acconsentì.

"Le ipotesi che gli portammo a conferma della situazione di pericolo, insieme alle testimonianze di case crollate, di edifici pericolanti, di persone letteralmente sprofondate sotto il livello del suolo, non bastarono minimamente a scalfire tanta sicurezza circa l'assurdità delle nostre preoccupazioni: anziché i tir dell'Ama, chiedevamo che nel nostro quartiere, per la raccolta dei rifiuti, circolassero solo gli squaletti. Ma niente". E non solo. "Pensammo di essere vittime di una beffa: non solo camion, ma camion in pianta stabile, camion che vanno e vengono, camion che bloccano il traffico, quelli dei set cinematografici che ingolfano la Certosa per giorni e giorni. Il Comune, prima di cedere i permessi, sa di noi? Del nostro sottosuolo?". Non vi sono dubbi che il quadro, critico, sia stranoto. Ma oltre promesse di sondaggi, monitoraggi, consolidamenti mai avvenuti, resta solo un altro dramma sfiorato.

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