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Un felino salvato dai volontari che operano nel gattile

Un felino salvato dai volontari che operano nel gattile

Torpignattara: volontari in presidio per salvare il gattile

La colonia felina di Villa De Sanctis dovrà traslocare per dar seguito alla volontà del Comune di Roma di riqualificare l'area. Ma non c'è accordo con la sovrintendenza per la nuova sistemazione

I gatti di Torpignattara sono in pericolo. A breve la colonia felina di Villa De Sanctis dovrà traslocare per dar seguito alla volontà del Comune di Roma di riqualificare l’area e abbattere il casale fatiscente cui il gattile è addossato. Una decisione a cui i volontari che curano il gattile non si sono mai opposti ma che rischia di mettere in serio pericolo la salute degli animali. 

Le due soluzioni proposte dai volontari si sono infatti scontrate con i niet di Comune e Sovrintendenza ai Beni Archeologici. Una prima volta, spiega il quotiano Romanotizie che ha ricostruito nel dettaglio la vicenda, "si era arrivati quasi all’adozione di uno spazio verde dentro la villa. Poi, improvvisamente, tutto sfumò tutto per via di altri progetti che erano previsti sull’area". 

La seconda proposta, uno spazio recintato addossato al Mausoleo e munito di due casette di 1,80 m di altezza, ha invece trovato l’aut aut della sovrintendenza che ha imposto un tetto di 1,20 m - un vincolo che i volontari giudicano del tutto inaccettabile e che ha provocato da parte di questi ultimi una dura presa di posizione contro la stessa sovrintendenza. 

"Venga a spiegarci perché in una villa storica siano intollerabili le casette da un 1.20 mentre invece si possono tollerare accampamenti abusivi e una fabbrica. Venga a spiegarci perché due casette mobili di 1.80mt deturpano un parco quando viviamo sommersi dalle immondizie degli incivili che ci bivaccano". 

Gli operatori del gattile sostengono di aver cercato il dialogo con grande senso di responsabilità, decidendo di non rivalersi di una sentenza del TAR che in passato si è pronunciato contro l’abbatimento della struttura. Ora però la pazienza è finita e i volontari hanno annunciato un presidio - in programma sabato 5 e domenica 6 aprile - per chiedere un incontro la sovrintendenza responsabile di zona. 

"Abbiamo mostrato tutta la nostra buona volontà. Abbiamo mediato, cercato, valutato, abbozzato ma ora basta. Basta con le ipocrisie, le mezze verità e i ricatti: chiediamo che la sovrintendente responsabile di zona venga qui a fare un sopralluogo e sia lei ad assumersi impegni e responsabilità".

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