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Tor Pignattara, a piedi o in bici verso Porta Furba è pericoloso. I cittadini: "500 mail a Comune e Regione inascoltate"

Il Comitato di quartiere Tor Pignattara chiede di mettere in sicurezza il tratto dall'incrocio con via Aicardi fino alla via Tuscolana. Boccuzzi: "Se allarghiamo il marciapiede la strada diventa a senso unico"

A gennaio era partito un mail bombing indirizzato alla sindaca Virginia Raggi, agli assessori comunali e municipali coinvolti, ai presidenti delle commissioni capitoline. Oltre 500 cittadini avevano scritto alle istituzioni per chiedere più sicurezza per ciclisti e pedoni nel tratto di strada che va dall'incrocio tra Tor Pignattara e via Aicardi e quello tra via di Porta Furba e via Tuscolana. Un tragitto strategico, che permette in poco tempo di raggiungere la fermata della metro A Arco di Travertino, a piedi o in bicicletta, senza intasare ulteriormente il traffico, ma che oggi è pericoloso per quanti vi si incamminano.

Tra gli interventi richiesti dal Comitato di quartiere Tor Pignattara, che ha lanciato la richiesta, c'è “l'apertura di un varco pedonale all'altezza dell'incrocio tra via Tor Pignattara e Via Giacomo Aicardi, in direzione Tuscolana”; “l'allargamento del ponte carrabile posto dall'incrocio tra via di Porta Furba e vicolo di Villa Berta e l'incrocio tra via di Porta Furba e via degli Oppii”; “l'allargamento del marciapiede sotto il primo e il secondo cavalcavia posto lungo via di Porta Furba in direzione Tuscolana”. E ancora. I cittadini chiedono la “creazione di un marciapiede sotto il terzo cavalcavia posto all’incrocio tra via di Porta Furba e via del Mandrione in direzione Tuscolana”.

"Ecco le proposte per migliorare la viabilità"

Il tutto, scrivono, “sfruttando i lavori previsti per il rinnovo delle condutture Acea, cosa di cui, tra l'altro, non si sa nulla di nulla. Dopo gli smottamenti, si era fatta pressante l'esigenza di garantire viabilità, sicurezza e decoro, con un occhio di riguardo alla viabilità ciclopedonale che è pesantemente compromessa in quell'area”.

Denuncia il comitato: “Ci hanno promesso commissioni, sono state fatte interrogazioni, sono state elargite promesse e pacche sulla spalla. Dopo quasi 5 mesi ancora nulla. Sono tutti spariti. Evidentemente si aspetta il prossimo smottamento, oppure che qualcuno si faccia male”. 

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Il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi, interpellato in merito da Romatoday ha spiegato: “Comprendo il disagio dei cittadini ma in quel tratto la strada è troppo stretta e allargare il marciapiede, che oggi è stretto, circa 30 centimetri, significherebbe far diventare la strada a senso unico. Sarà necessario valutare con Agenzia per la mobilità e anche con il VII municipio, visto che parte del tragitto ricade in un altro territorio”. 

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