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Torpignattara e gli affitti "da sogno": la storia di Enrico

Con la nuova legge sugli affitti chi è in nero può richiedere un contratto regolare qualora non sia già stata applicata la cedolare secca. Enrico, inquilino di Torpignattara, lo ha fatto e ha raccontato a Romatoday la sua storia

Due settimane intense ma ne è valsa sicuramente la pena. Di giorno la spola tra agenzie delle entrate, catasto e sindacati, di notte i tentativi di decifrare i mille documenti, moduli, carte e cifre incomprensibili. Ma alla fine ce l'hanno fatta e oggi pagano l'80% in meno di affitto con un contratto regolare. Sono tre inquilini del quartiere Torpignattara, tra i primi a beneficiare del decreto legge 23/2011, articolo 3, commi 8 e 9. La nuova norma permette a chi è in affitto in nero di richiedere la regolare registrazione del contratto qualora la messa in regola non sia già stata effettuata entro lo scorso 6 giugno tramite la cedolare secca.

"Non ho lavorato per 15 giorni ma alla fine i sacrifici sono stati ripagati". A raccontarci la sua storia è Enrico, uno dei tre ragazzi che per tre anni è stato in affitto a nero in un appartamento a Torpignattara e che, da quando ha usufruito della nuova legge, ha un contratto regolare 4+4 e ha visto abbattere il suo canone da 1100 euro a 300. Una cifra "da capogiro che ti cambia la vita". Il decreto non è granchè pubblicizzato, a dispetto della rivoluzione che mette in atto, e infatti Enrico è venuto a saperlo tramite voci di corridoio, sufficienti però a far partire la sua piccola crociata.

"Prima siamo andati allo sportello dell'Agenzia delle Entrate in zona Tuscolano dove però nessuno sapeva niente - ci spiega Enrico - allora ci siamo rivolti all'Unione Inquilini dove abbiamo trovato persone finalmente disposte a darci una mano". Dopodichè il "terrore" di fronte a pile di moduli di difficile interpretazione per i non addetti ai lavori e le nottate passate su internet per capirci qualcosa di più. Poi il passaggio al catasto, il nuovo canone di affitto, la registrazione del contratto e la sua ufficializzazione. E i proprietari? Qual'è stata la reazione dei padroni di casa che improvvisamente si ritrovano a percepire meno di un terzo dell'affitto?

La realtà, a volte, supera la fantasia: vittima e carnefice si passano i ruoli e a beccarsi del "delinquente" è proprio chi nella legge ci vuole stare. "Siamo stati insultati dalla padrona di casa che, incrociando sulle scale una mia coinquilina, ha pensato bene di darle della 'mignotta' e a tutti noi dei 'criminali'". E dalle male parole, ci racconta Enrico, si è passati rapidamente a un "ridicolo piagnisteo" alternato a frasi del tipo "col bene che vi abbiamo fatto" e ancora "è indegno pagare solo 300 euro". D'altronde avrebbero potuto fornire un contratto ai loro locatari "quando questi glielo hanno richiesto", ma ciò non è avvenuto e adesso si piange sul latte versato. E finchè si tratta di lacrime e insulti si può anche sopportare, basta che non si arrivi a "contromosse legali o addirittura reazioni violente". Il fortunato inquilino di Torpignattara ammette infatti che, accanto alla soddisfazione per il nuovo contratto, non mancano timori per i possibili risvolti della vicenda perchè, in fondo, "non si sa mai chi si ha davanti".

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