Torpignattara

Torpigna dice no al razzismo: in piazza comunità islamica e residenti

La periferia romana accoglie e non ghettizza. Questo il messaggio lanciato dagli organizzatori in piazza della Marranella

Torpignattara scende in piazza contro il razzismo e la strumentalizzazione dei media dopo i fatti di Parigi. Venerdì la manifestazione indetta, in piazza della Marranella, dalle comunità musulmane del quartiere e dal comitato Certosa. 

Decine di cittadini hanno sfilato insieme per dire no alla guerra etnica, e per mostrare il vero volta di una prima periferia romana che accoglie e non ghettizza. Una necessità nata soprattutto a seguito di alcuni servizi tv andati in onda dopo le stragi francesi che hanno dipinto il quartiere come covo di odio e rabbia contro l'Islam, da anni integrato nella zona. 

"Siamo solo uomini e donne di questo quartiere e rifiutiamo le differenze basate sulla lingua, sul colore della pelle, sulla provenienza e sulla religione - dichiarano gli organizzatori durante la protesta - pensiamo che l'accoglienza e l'accettazione della diversità siano garanzia di una vita all'insegna della giustizia e del rispetto reciproco. 

Siamo accomunati dal quartiere che viviamo e dalla fiducia in una vita migliore. Non vogliamo essere criminalizzati. Anche noi abbiamo provato un grande dolore per le morti di Parigi, come per quelle causate dalle bombe occidentali sulle popolazioni Iraqene, Siriane, Libiche, Afgane, Yemenite, Palestinesi. Parigi come Kabul, Lahore e baghdad Pensiamo che la responsabilità di queste morti sia in primo luogo dei governi che da oltre 25 anni producono distruzione in ogni parte del pianeta".

E aggiungono: "Siamo convinti che non siano gli immigrati nè i musulmani a rappresentare il nostro nemico e chi pensava che la guerra fosse possibile esercitarla senza subirla, chi pensava che fosse possibile continuare a guardarla in televisione senza mai esserne coinvolti si sbagliava. Siamo convinti che sia necessario opporci alla guerra rivendicando allo stesso tempo migliori condizioni di vita. La guerra è morte, povertà e devastazione e noi, uniti, la rifiutiamo".

Fonte Agenzia Dire
 

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