Torpignattara Quadraro / Via degli Angeli

Tor Pignattara, oltre 50 persone al picchetto contro lo sgombero di una donna con due figli

La donna vive in via degli Angeli dal 2017 ma quando ha perso il lavoro non è più riuscita a pagare l'affitto. L'ufficiale giudiziario ha rimandato al 27 maggio

Gli striscioni appesi al balcone di Yoidanis

Oltre cinquanta persone si sono ritrovate questa mattina in via degli Angeli, a Tor Pignattara, per un picchetto anti-sgombero. Abitanti, comitati di quartieri, movimenti per il diritto all'abitare, all'interno della campagna per lo sciopero degli affitti, si sono mobilitati in difesa di Yoidanis, donna di origini cubane, e dei suoi due figli di 13 e 19 anni. 

“Abito qui dal 2017”, ha raccontato a Romatoday. “Pagavo 600 euro d’affitto ma non sono mai riuscita a ottenere un contratto scritto”. L’appartamento in cui vive si trova al piano rialzato di una palazzina di sei. È composto da due stanze, una sala con angolo cottura, in parte occupata da un letto, e una seconda stanza seminterrata, “dove c’è la camera dei miei figli”. 

Quando è entrata in quella casa, Yoidanis lavorava come cameriera per un albergo. “Poi ho perso il lavoro, ancora prima della pandemia, e ho chiesto al proprietario dell’appartamento di poter pagare una cifra più bassa ma non ha accettato. Mi sono sentita persa, non sapevo davvero dove andare. Ho avuto paura per i miei figli. Era il 2018 e a quel tempo entrambi erano minorenni”.

Il fatto di non avere un contratto d’affitto registrato, inoltre, “mi ha impedito di poter ottenere la residenza”. Il motivo è scritto nell’articolo 5 del Piano casa dell’ex Governo Renzi che impedisce la registrazione anagrafica agli occupanti e di conseguenza a tutte le persone che non possono dimostrare agli uffici comunali a che titolo vivono in un appartamento. “Senza residenza non puoi avere il medico di base. Non sono riuscita nemmeno a chiedere sussidi legati alla pandemia o i bonus affitto per la morosità incolpevole, per fare qualche esempio”. La donna denuncia inoltre che “dopo aver smesso di pagare l’affitto mi è stato staccato il gas, che non ho tutt’ora, e l’elettricità. Siamo rimasti due mesi senza luce, non potevo cucinare niente”, racconta la donna. 

Il Tribunale di Roma ha stabilito che Yoidanis deve lasciare l’appartamento.  Oggi l’ufficiale giudiziario si è presentato alla sua porta per la terza volta, senza richiedere l’intervento della forza pubblica. Al suo arrivo, avvenuto intorno alle 10.30, ha trovato oltre cinquanta persone nel cortile antistante la palazzina, con tanto di colazione offerta a tutti e musicisti con le fisarmoniche. Lo sgombero è stato rimandato di un mese, al 27 maggio. L’appuntamento per il presidio in solidarietà di Yoidanis è già stato lanciato anche per quel giorno.

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