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Mercato Laparelli, la denuncia di operatori e comitato sul progetto del municipio: "Di nuovo silenzio e immobilismo"

Operatori e comitato di Tor Pignattara hanno atteso per un mese la convocazione di un sopralluogo da parte del municipio: "Ora basta, si è superato ogni limite"

Hanno atteso la convocazione da parte del V municipio per più di un mese. Infine, visto che questa non è arrivata, hanno deciso di denunciare pubblicamente l’accaduto. Sul progetto di ristrutturazione del mercato Laparelli, a Tor Pignattara, gli operatori e il comitato di quartiere vogliono vederci chiaro. “Ora basta”, hanno scritto in un comunicato. “Chiediamo immediatamente un sopralluogo come concordato: per consolidare le proposte, scrivere nero su bianco che verranno fatte e darci un cronoprogramma certo. Ora si è davvero superato ogni limite, ci siamo stancati di essere presi in giro costantemente”.

L’ultimo incontro tra gli operatori, i cittadini, il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi, e l’architetto municipale che si occupa del progetto si è tenuto il 28 ottobre 2020. Obiettivo: “Verificare la possibilità di modificare il progetto” messo in campo dal municipio. Non era la prima volta che operatori e cittadini chiedevano delle modifiche. La volontà del V municipio di procedere con quel piano è emersa per la prima volta nell’ottobre del 2019, la procedura di gara è stata avviata il 31 dicembre di quell’anno e ad agosto 2020 l’appalto è stato assegnato.

Nel corso di un’assemblea pubblica avvenuta prima della pubblicazione della procedura di gara, ricordano operatori e cittadini, il progetto “fu bocciato con richiesta di modifiche che il presidente si era reso disponibile ad accogliere”. La richiesta di modifiche venne presentata anche formalmente con un documento nel giugno del 2020. “Operatori e Comitato hanno richiesto delle modifiche a saldo zero in termini di budget che sono state valutate dall’architetto come fattibili. Nello specifico la richiesta è stata di non abbattere 4 stalli laterali ma centrali, in modo da creare il primo nucleo di una piazza centrale”.

Questa soluzione, continua la nota “è più aderente alla proposta formulata durante l’assemblea e formalizzata successivamente perché consente di realizzare un luogo di naturale aggregazione e potenziale sfruttamento per attività di sostegno alla vendita (eventi, fiere, spettacoli, presentazioni etc.) e potenzialmente ampliabile in ottemperanza del progetto valutato dagli operatori come più aderente alle esigenze del mercato, di cui si allega planimetria indicativa”.

Un paio di mesi più tardi, però, l’appalto viene assegnato. L’informazione circola a ottobre e operatori e comitato chiedono un incontro con il V municipio. Incontro che, come scritto dai diretti interessati, è avvenuto il 28 ottobre 2020. “Alla fine della riunione si era concordato un sopralluogo alla presenza di Operatori, Comitato, Presidente e Ufficio tecnico per confermare questa modifica importante e verificare la fattibilità di altre proposte emerse durante l’incontro. Purtroppo, nonostante la pronta richiesta degli operatori di fissare una data, alla data odierna tale data non è stata ancora definita. Sono passate settimane, mesi senza nessun cenno, senza un fiato, senza una proposta. Qualche passaggio dei vigili a fare la voce grossa per inezie, mentre la struttura marcisce nel silenzio, nell’inattività, nelle promosse mancate e nelle proposte mai ascoltate”. 

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