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Torpignattara non ci sta: cittadini in rivolta occupano via Casilina

Il quartiere in mobilitazione contro criminalità e degrado. In serata un centinaio di persone hanno bloccato la strada all'altezza di via dell'Acqua Bullicante. Gli abitanti: "Le leggi devono valere per tutti"

Abitanti occupano via Casilina - Foto Massimo Previtero

"Torpignattara non ci sta". Con questo slogan ieri, 2 settembre, alcune decine di abitanti sono scesi in strada e hanno rallentato il traffico su via Casilina all'altezza di via dell'Acqua Bullicante.

Il degrado, l'incuria, lo spaccio di droga, ma soprattutto l'escalation di violenza delle ultime settimane hanno convinto gli abitanti che non c'è più tempo per la retorica delle buone intenzioni. L'occupazione di via Casilina ha dunque dato la stura alle proteste di piazza che presumibilmente continueranno nelle prossime settimane. 

LA PROTESTA - La mobilitazione è iniziata nel tardo pomeriggio con un'assemblea pubblica che ha visto almeno un centinaio di persone riempire l'aula consiliare di Piazza della Marranella. Intorno alle 21 gli abitanti hanno quindi deciso di occupare via Casilina attraversando le strisce pedonali in continuazione. 

VIDEO | TRAFFICO IN TILT SU VIA CASILINA


Con i trenini della linea Termini-Giardinetti fermi il traffico è stato interrotto di fatto anche in via dell’Acqua Bullicante. Il blocco è durato circa un’ora. Dopo l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri la situazione è tornata lentamente alla normalità.  
  
L'ASSEMBLEA - Tanti gli abitanti che hanno preso parola nel corso dell'assemblea per concordare le richieste da avanzare al Comune e per decidere se proseguire la protesta seguendo una "via istituzionale" o scendere in piazza. Alla fine, come abbiamo visto, ha prevalso la linea dura e per i prossimi giorni i manifestanti hanno promesso azioni eclatanti minacciando di occupare il Municipio.  

LASSISMO - Quanto ai contenuti della protesta, come pure nelle precedenti assemblee si è insistito molto sul contrasto al commercio abusivo e sulla chiusura anticipata degli esercizi - in molti casi gestiti da bengalesi - che vendono alcolici fino a tarda notta.

Più in generale molti abitanti hanno accusato le istituzioni di incapacità nel far rispettare le leggi. Un atteggiamento lassista che in un quartiere multietnico come Torpignattara non fa altro che esacerbare i problemi e rischia di far esplodere la bomba dell'intolleranza.  

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