Torpignattara Prenestino / Via San Vito Romano

Lidl riapre: resta il sequestro ma "con facoltà d'uso"

Il discount di via dell'Acqua Bullicante riapre, a tutela di lavoratori e derrate alimentari. Ma la Procura continua a lavorare. L'ex presidente della commissione Commercio, Orlando Corsetti: "Sapevamo e avevamo chiesto stop del cantiere"

Il supermercato Lidl riapre, per cautelare i lavoratori ed evitare danni alla merce sugli scaffali. Ma il sequestro rimane, con "facoltà d'uso", e prosegue l'inchiesta della Procura con le accuse di abuso edilizio, per il tecnico progettista e il legale della società immobiliare che ha venduto il terreno, e abuso d'ufficio, per due dipendenti capitolini: il discount aperto il 16 febbraio nell'area compresa tra via dell'Acqua Bullicante, via di villa Santo Stefano e via di San Vito Romano, nel cuore di Torpignattara, sarebbe stato realizzato con permessi irregolari. Un cambio di destinazione d'uso avallato dagli uffici comunali senza verificare la presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge. Questa l'ipotesi dei magistrati.

Ma comitati e realtà territoriali che si sono battute da maggio contro la colata di cemento della multinazionale, prima sul fronte del vincolo paesaggistico archeologico (presente su un decreto ministeriale del '95, assente sulla mappa del piano regolatore e respinto dal verdetto della Soprintendenza) lo ha detto per settimane, tentando di ottenere in ogni modo la sospensione del cantiere per effettuare i dovuti approfondimenti.  

E invece tra incontri con le istituzioni e con gli uffici senza esito e rimpalli di competenze, le ruspe hanno lavorato giorno e notte. Per avere l'accesso agli atti, gli attivisti del coordinamento No Cemento a Roma Est hanno impiegato due mesi. Le carte fornite dalla società immobiliare che ha venduto il terreno alla Lidl nel 2014 a circa 4 milioni di euro, quelle che attestano l'ottemperenza di quanto richiesto dal piano Casa, sono arrivati a spizzichi e bocconi. E i conti non tornavano da subito. 

Dei vecchi capannoni industriali presenti sul terreno, di proprietà privata, che per anni hanno ospitato attività artigianali, un fabbro storico del quartiere, ha lavorato lì fino al 2012, come provato da un visura camerale. Il Piano Casa però richiede che le strutture presenti siano state dismesse, all'atto della richiesta di concessione edilizia, entro il 30 settembre del 2010. Dunque, secondo l'accusa, negli uffici dei dipartimenti al Commercio e all'Urbanistica, c'è chi non ha verificato. La sospensiva al Tar non è servita a niente e il supermercato è sorto in poche settimane. Poi però, ci ha pensato la Procura. E insieme al taglio del nastro sono arrivati anche i sigilli. Nell'ordinanza ritroviamo parte delle irregolarità già sottolineate dai cittadini. 

Eppure le istituzioni sapevano, il Comune, la Regione e il municipio erano stati allertati, documenti alla mano, di possibilità irregolarità. Ma il silenzio ha regnato fino al blitz dei vigili urbani il 9 marzo. La conferenza dei servizi alla Pisana, chiusa con un ok a gennaio del 2015, prevedeva che il Roma Capitale nel frattempo verificasse quelle dismissioni. Ma le carte che attestano la verifica non emergono mai. Prima gli uffici del dipartimento Urbanistico poi il Suap di via dei Cerchi danno per buono quanto attestato dai tecnici di parte. 

E la stessa commissione Commercio, messa al corrente in più occasioni dai comitati della situazione, avvia un'istruttoria interna per capire su quali basi documentali sia stata data la concessione. Accusata di inadempienza e mancanza di collaborazione da parte dei comitati, la commissione allora presieduta dal consigliere Orlando Corsetti, richiede la sospensione dei lavori all'ex sindaco Marino. Questo accadeva a fine ottobre 2015. Poi con il terremoto politico in Campidoglio il sipario cala di nuovo. E dietro il cantiere continua a tagliare gli alberi e a sbancare il terreno. 

"La questione ci era stata effettivamente segnalata dai cittadini, e infatti chiedemmo precisazioni agli uffici - spiega l'ex presidente Corsetti a Romatoday - che a loro volta ammisero la necessità di approfondire". Da qui "la mia richiesta indirizzata al Dipartimento di sospendere i lavori in attesa dei risultati della ricerca". La palla passa in mano a Tronca. "Il presidente del municipio, Giammarco Palmieri, forte anche della nostra richiesta si è rivolto al commissario". Che però, non è mai intervenuto ne mai si è espresso in merito. Il supermercato è stato inaugurato, e se per Corsetti la responsabilità finale è da ricercare al tecnico progettista che ha fornito la documentazione richiesta, rimane l'assenza di verifiche da parte dell'amministrazione. 

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