Torpignattara Tor Pignattara / Viale Antonio Averulino Filarete

Via Filarete e il prato “tossico”: la storia di Piera tra ladri e siringhe

Piera vive sopra al prato di via Filarete da 50 anni. A Romatoday ha raccontato la paura, sua e dei suoi vicini, di vivere tra ladri che si arrampicano sugli alberi e tossici in fin di vita

“Vengono qui a drogarsi, li vedo dalla finestra che si passano le siringhe, stanno proprio sotto le nostre case, a volte è capitato che suonassero al campanello di casa per chiedere una fetta di limone, un bicchiere d'acqua”. Piera ha 50 anni e in via Filarete, nel quartiere di Villa Certosa, ci è nata. Quel prato, oggi abbandonato al più completo degrado, lo conosce bene, da piccola ci giocava a pallone. Oggi? Rifiuti, calcinacci, siringhe e preservativi possono bastare: se lo spazio è da evitare per gli adulti, per i bambini è inaccessibile.

A compromettere la fruibilità del prato non sono solo i resti nascosti sotto l'erba incolta.  “L'intera zona è scarsamente illuminata e frequentata da tossici e spacciatori” ci racconta Piera che negli anni a qualcuno di loro ha salvato la vita. “Qualche giovane è stato trovato svenuto o in fin di vita in mezzo al prato, chi ancora con la siringa nel braccio. Qualcuno ha evitato l'overdose grazie alla nostra chiamata tempestiva al 118, qualcuno purtroppo no. Uno era un amico di mio fratello. Anni fa un trans è stato trovato morto qui sotto la quercia”.



I tossici? “Il problema minore, la vera paura è per i ladri”. Ladri che certo sono in tutta Roma ma che sicuramente apprezzano via Filarete. Dal prato infatti, che non gode di particolari controlli, tentano di accedere direttamente alle finestre delle case e, a volte, ci riescono. Troppe volte a sentire il racconto di Piera. “Viviamo in un clima di paura continua, il mio vicino ne ha sorpresi due arrampicati sugli alberi che costeggiano le case. Entrano a qualunque ora, in pieno giorno quando la gente è a lavoro e in piena notte quando siamo in casa”.

Ad alimentare il terrore un ultimo episodio, che la donna ci racconta, avvenuto qualche giorno fa. “A una signora che vive poco distante da me sono entrati i ladri staccando le grate murate dalle finestre. Alle 6 del pomeriggio, però era già buio”. A sconvolgere Piera è il lavoro lungo e meticoloso fatto dai ladri. “Per staccare le grate dal muro sicuramente ci hanno messo un bel po'. Hanno agito indisturbati, senza che nessuno si accorgesse di niente. Poi avranno saputo in qualche modo che la casa era vuota. Abbiamo paura che si appostino nel prato a controllare i nostri movimenti. Altrimenti... Come è stato possibile?”. Già, come è possibile staccare delle grate murate in pieno giorno senza che nessuno si accorga di niente? Il mistero resta ma Piera una risposta, a suo modo, cerca di darsela. “Forse, se ci fossero più controlli e il prato (di proprietà privata, ndr) venisse curato di più, qualcuno, a parte tossici, ci passerebbe e magari chissà, i ladri starebbero più fermi”.

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