Torpignattara Prenestino / Via di Acqua Bullicante

Centro Lidl a Torpignattara: con la revoca dell'ordinanza torna la paura cemento

Di ieri l'ennesima assemblea pubblica sul posto dei comitati di quartiere, contrari alla costruzione di un supermercato Lidl tra via di Acqua Bullicante, via di San Vito Romano e via di Villa Santo Stefano

Cittadini bloccano il cantiere in via di Acqua Bullicante

Siamo punto e da capo. Tra ricorsi al Tar e istituzioni con le mani legate, in via dell'Acqua Bullicante la paura cemento ha più che mai ragion d'essere. Con la revoca dell'ordinanza municipale a Ferragosto, unico pezzo di carta che garantiva almeno in via temporanea una seppur minima tutela, non ci sono divieti per le ruspe pronte a tirar su il centro commerciale Lidl nell'area verde tra via di San Vito Romano e via di Villa Santo Stefano.  

Di ieri l'ennesima assemblea pubblica sul posto dei comitati di quartiere, che hanno fatto dell'opposizione al cemento sull'area la loro battaglia estiva. L'area in questione è di proprietà privata, ma i cittadini hanno ampiamente dimostrato, dati alla mano, che è sottoposta a vincolo paesaggistico perché ricade nel vincolo Ad Duas Lauros valido per l'intero Comprensorio Casilino. E proprio sul nodo vincolo si gioca fin dall'inizio l'intera partita. 

IL VINCOLO - Stando a una nota (nr. 611294) del 23.12.2014 emanata dalla Direzione Regionale Territorio, Urbanistica, Mobilità e rifiuti della Regione Lazio, risulta che "dall’esame della Tavola B del PTPR nell’area di intervento non sono presenti vincoli derivanti dalla presenza di beni paesaggistici". Un errore, come rivelato dai associazioni ambientaliste e comitati di quartiere, perché invece il vincolo c'è eccome. E' scritto nero su bianco in un decreto ministeriale del 21.10.1995. Ma c'è chi non lo riconosce. 

DIETROFRONT E VIA LIBERA ALLE RUSPE - La Regione Lazio, che inizialmente sembrava pronta a sospendere momentaneamente i lavori in attesa del parere di entrambe le Soprintendenze, archeologica e paesaggistica, ha fatto marcia indietro, con una nota in cui si attesta la non volontà a procedere alla revisione del PTPR per includere l'area nel perimetro delle aree vincolate. 

Idem per il municipio, che ha revocato l'ordinanza di stop emessa dal presidente Giammarco Palmieri. Un doppio dietrofront che arriva a seguito del pronunciamento della Soprintendenza archeologica: fa fede la nota del 2014 che non attesta alcun vincolo sull'area. Rimane però il parere, richiesto espressamente dal decreto ministeriale del '95, di quella paesaggistica, che ancora non si è espressa. A bloccare il parlamentino di via di Torre Annunziata, che a quanto emerso non sarebbe direttamente competente per provvedimenti urgenti in materia urbanistica come quello firmato dal minisindaco, si aggiunge un ricorso al Tar dei legali del colosso francese che chiedono i danni a municipio, Comune e Regione. 

LA PROTESTA - Insomma, sembra essersi vanificato il lavoro portato avanti dai comitati per scongiurare i lavori. E la battaglia riparte, con i cittadini più che mai agguerriti e intenzionati a fermare il cantiere. 

"Come abitanti abbiamo chiesto accertamenti e denunciato i fatti alla procura della Repubblica - denunciano gli attivisti del parco ex Snia - abbiamo bloccato fisicamente il cantiere, incontrato funzionari e responsabili di Municipio, Comune e Regione ma nessuna risposta chiara e certa è arrivata alle nostre domande e nessuna azione per la messa in sicurezza e bonifica dell’area è stata eseguita".

Stessa posizione per il comitato di quartiere Torpignattara: "Non possiamo che tornare a richiedere con forza la sospensione del progetto, l'acquisizione dell'area al demanio pubblico e la realizzazione di qualcosa che serva veramente e che sia compatibile con il vincolo".

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