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Tor Pignattara, rischio voragini nel cortile: i residenti aspettano un intervento dal 2010

Tre giorni fa un sopralluogo dei tecnici. Belluzzo (M5s): "Noi attivi fin dalla prima segnalazione" 

Case popolari di via Pietro Rovetti

I tubi otturati impediscono che l'acqua di scarico defluisca correttamente. Ad assorbirla è il terreno del prato nel cortile, una spugna consumata dal continuo passaggio di liquidi che sta già sprofondando intorno al pozzetto di un paio di metro. Il rischio voragini è dietro l'angolo. "E' possibile intervenire prima che accada una disgrazia?". I residenti aspettano gli operai da otto - otto - anni. Siamo nelle case Ater di via Pietro Rovetti, quartiere Tor Pignattara

"Nel 2010 abbiamo segnalato il caso agli uffici dell'Ater preposti alla manutenzione" spiega a RomaToday Ennio Fortunati, inquilino del lotto 1, scala T. In una cartellina conserva tutte le comunicazioni avvenute con l'ente. Un lungo carteggio senza conseguenze concrete. Di presenze sul posto, per anni, nemmeno l'ombra, salvo un sopralluogo nel lontanissimo 2012 con una telecamera che ha accertato il pessimo stato delle tubature. Poi il silenzio fino allo scorso lunedì, quando i tecnici sono tornati per accertare ulteriormente il quadro, dopo il pressing sull'amministrazione locale da parte dei cittadini dei palazzoni popolari. 

"Il terreno è pieno di buche da anni e qui muoriamo tutti di crepa cuore ogni volta che ci vediamo giocare i bambini a pallone" racconta Fortunati. "Almeno delle transenne potrebbero mettercele". L'arrivo sul posto del personale Ater è stato apprezzato, ma non basta. "Non ci hanno detto niente, può essere che intervengono domani o tra anni". Il presidente della commissione Lavori pubblici del municipio a guida M5s, Christian Belluzzo, si è fatto carico della questione sollecitando Ater e recandosi sul posto. "Stiamo facendo il possibile perché la situazione si risolva". 

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Perché se è noto che le casse dell'ente che gestisce buona parte del patrimonio immobiliare pubblico delle case popolari (50mila alloggi su 80mila totali), commissiariato dal 2015 e con un debito monstre contratto con Equitalia di oltre 280 milioni di euro, piangono, sulla manutenzione straordinaria non si può transigere. "Almeno gli interventi quelli urgenti devono farli" sbotta il signor Ennio. Passi quindi l'inverno al gelo se il riscaldamento non funziona, le crepe nei muri per l'umidità, o le facciate usurate dal tempo. Ma "aspettare il dramma è davvero vergognoso". 
 

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