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Via degli Angeli, chiude La Casetta per disabili nel silenzio del municipio

Il servizio non c'è più dal 30 aprile. Oggi l'interrogazione urgente del Pd in Consiglio. Il presidente in Aula: "Devo informarmi". I genitori: "I nostri figli sono sempre gli ultimi"

Alcuni ragazzi ospitati alla Casetta

Chiusa in sordina durante le feste con pochi giorni di preavviso ai genitori. La Casetta per ragazzi disabili in via degli Angeli, a Tor Pignattara, ha terminato le sue attività il 30 aprile. Una struttura di accoglienza temporanea per la semiautonomia dei ragazzi disabili, a gestione municipale, che il municipio stesso, sotto l'ex presidente Palmieri, ha ristrutturato e aperto nel 2014. Oggi è chiusa. Ed è sempre il municipio a non aver fornito alcuna spiegazione alle famiglie. 

I consiglieri dem hanno portato il caso all'attenzione del minisindaco a Cinque Stelle, Giovanni Boccuzzi, durante la seduta d'Aula odierna. "Come gruppo Pd abbiamo sottoscritto un'interrogazione urgente a risposta orale diretta al presidente - interviene Maura Lostia, firmataria con la consigliera Castello - per quale motivo è stato bloccato questo servizio importantissimo? Dei ragazzi fragili stavano portando avanti il loro percorso. Gli è stato detto di continuare a casa per non perdere le competenze acquisite". La risposta del presidente equivale al silenzio. "Lo abbiamo appreso oggi dato che il 1 maggio era festa e non siamo ancora a conoscenza della motivazione". 

Per i ragazzi, in totale una decina che usufruiscono del servizio, La Casetta è stata davvero una seconda casa. Ospitati a gruppi di quattro persone (due donne e due uomini) a cadenza bisettimanale, sperimentano "un quotidiano maturo, fatto di ingredienti di vita reale e comune a tutti noi". Cucinare, lavare i panni, tenere in ordine la stanza, districarsi tra gli scaffali del supermercato. Lo spiegano gli stessi operatori sulla pagina Facebook, dove ieri hanno dato la triste notizia: "Casetta momentaneamente sospende le sue attività...a breve speriamo di darvi ulteriori news insieme alla nostra referente Anna Maria Recine. Intanto voglio augurare Buon 1 maggio a tutti i lavoratori che hanno svolto il loro lavoro in tale Servizio con passione, umanità e professionalità". 

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Famiglie lasciate sole, con zero ragioni da parte dell'amministrazione. "Ho ricevuto una telefonata venerdì dagli assistenti sociali mi è stato semplicemente detto che la casetta chiudeva". Giulio doveva tornarci proprio questa settimana in via degli Angeli. Trentasei anni e un ritardo cognitivo legato a una meningite virale che lo ha colpito ad appena sei giorni dalla nascita, ha lottato tra la vita e la morte. Ce l'ha fatta, ma è come se fosse un bambino. "Non è più un vegetale ma ha il cervello di un bimbo - racconta la mamma Isabella - non conosce l'orologio, non sa leggere. Nella casetta ha imparato molto, gli insegnano a mantenersi il bagno pulito, va a fare la spesa con gli operatori, cucinano tutti insieme la pizza". Ci va per una settimana al mese. Un tempo importante, anche per consentire un po' di riposo alla famiglia. "Ho detto a Giulio della chiusura. Ha risposto: 'e se qualcuno entra dentro e ruba le nostre cose?'"

Anche la signora Anna è disperata. Il figlio Andrea, 25enne con la sindrome di Down, è stato tra i primi ospiti della casa di accoglienza. "Ha imparato moltissimo e si è trovato veramente bene. Ora sa fare le cose di casa, si rifa il letto, sa stare fuori casa a dormire, tutte cose sulle quali non era autonomo". Anna la definisce "un'esperienza bellissima", stroncata senza un perché. O almeno non ufficiale. "C'è chi mi ha detto che hanno problemi burocratici con dei documenti mancanti ma potrebbe anche essere che il progetto non è stato rifinanziato". Già, che il bando non sia stato rinnovato. Il presidente del municipio ha ammesso di non essere a conoscenza della motivazione per la quale dieci persone fragili sono state private di un servizio importante. E se non lo sanno i vertici istituzionali, figuriamoci i genitori. "Noi siamo sempre gli ultimi". 

LA RISPOSTA DEL MUNICIPIO - In serata l'assessore al Sociale del municipio, Mario Podeschi, contattato da RomaToday, ha spiegato la motivazione della chiusura. Premessa: "Non è definitiva, è una sospensione". Il tempo di verificare tutte le carte che riguardano l'agibilità della struttura, dai certificati della Asl a quelli per i riscaldamenti. La ragione? "Stiamo effettuando dei controlli a tappeto su tutti gli edifici municipali che ospitano servizi sociali simili. Negli anni passati non sono mai stati effettuati". Quanto tempo ci vorrà? "Già domani invieremo una lettera al dipartimento Patrimonio per la verifica degli atti. E' una procedura che richiede una decina di giorni. Se tutto va bene riaprirà a breve". Perché non è una questione economica, garantisce Podeschi: "I fondi ci sono". La comunicazione alle famiglie però poteva essere fatta forse con più anticipo. "Ho avvertito mercoledì (26 aprile, la data di chiusura era il 30, ndr) la responsabile del progetto (della coop gestore, cooperativa Meta, ndr). Potevamo farlo prima, e infatti mi sono scusato". 

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