Martedì, 26 Ottobre 2021
Torpignattara Pigneto / Via Giovannoli Alò

Via Giovannoli, tra degrado e moschee abusive: "Chiederemo il sequestro al Prefetto"

Commissione Trasparenza capitolina nel cantiere "vergogna". Tensioni con il proprietario che ha tentato di fermare il sopralluogo

Quattordici anni di abbandono, di atti inviati dai residenti al municipio e al Comune rimasti fermi sulle scrivanie, di denunce alle forze dell'ordine. In via Giovannoli è tutto fermo dal 2001. Box auto trasformati in moschee abusive, con tanto di insegne all'esterno e affissioni con gli orari di preghiera, tra scale spostate nell'area di manovra dei veicoli, tramezzi eliminati, muri sfondati per unire più locali, allacci per sanitari e bagni, il tutto in un'area destinata a parcheggio privato. 

Siamo nell'area di cantiere tra via della Marranella, via Lodovico Pavoni e via Alò Giovannoli, di proprietà della Bts Srl, che stamattina è stata oggetto di un concitato sopralluogo della commissione Trasparenza di Roma Capitale, presieduta da Marco Palumbo (Pd). Alla presenza di decine di residenti, non sono mancati momenti di tensione con l'infuriato proprietario dell'area, "scortato" dal suo avvocato, che ha più volte minacciato di rivolgersi ai Carabinieri cercando di fermare il sopralluogo, alzando anche le mani contro alcuni cronisti accusati di violare la sua proprietà privata. (vedi video Agenzia Dire, in basso)

Secondo l'avvocato, il sopralluogo "non si può fare senza Polizia locale, Vigili del fuoco e Ufficio tecnico comunale", invitati dalla commissione ma non pervenuti. Di diverso avviso Palumbo che, insieme ai consiglieri capitolini di Fdi-An, Francesco Figliomeni e Maurizio Politi, alla consigliera M5S, Monica Montella e al presidente del V Municipio, Giovanni Boccuzzi, ha voluto vedere di persona l'intera zona. La situazione di abuso edilizio dell'area è stata certificata dalle autorità già nel 2014, con il sequestro di un garage illegittimamente adibito a moschea, poi annullato dal giudice, ma da qualche mese sono iniziati i lavori per la realizzazione di una seconda moschea illegale in sei box contigui i cui muri e pilastri sono stati sfondati. 

LA STORIA - La ditta Bts che ha preso in concessione l'area compresa tra via Giovannoli e via Cartaro, ormai 14 anni fa, ha edificato delle palazzine (tutte vendute), senza "ripagare" il territorio con le dovute opere di compensazione. Una porzione di terreno da risanare e una strada di collegamento tra il quadrante e via della Marranella, questa di particolare interesse per la cittadinanza, mai arrivate. Nel mezzo una pioggia di atti inviati dal municipio al Comune rimasti sulle scrivanie degli uffici, denunce alle forze dell'ordine da parte dei cittadini, una proroga concessa dal dipartimento Urbanistica per chiudere il cantiere, scaduta nel giugno del 2013, e i box adibiti a moschee. Un caos.

"Sono rimasta avvilita per il degrado dell'area, bisogna assolutamente e intervenire e non lasciare la zona nell'illegalità e nel degrado - ha dichiarato la consigliera capitolina del Movimento Cinque Stelle, Monica Montella, al termine del sopralluogo - chiederò personalmente alla sindaca Raggi di intervenire, anche in sede di Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza: sicuramente si sta già agendo, ma bisogna accelerare". Tutti d'accordo sulla necessità di interpellare al più presto la Prefettura, perché intervenga con un immediato sequestro dell'area. 

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