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Torpignattara Tor Pignattara / Via Francesco Baracca

Tra ricerca storica e restauro: la nuova vita del 'Cannone' di Tor Pignattara

Il progetto dell'Ecomuseo Casilino, finanziato dal Mibact, terminerà con la produzione di un documentario sulla storia del Monumento ai caduti della prima Guerra mondiale

Tra restauro e ricerca storica, analisi urbanistica e ricostruzione della memoria di una comunità, il progetto di salvaguardia e valorizzazione del Monumento ai caduti della Prima guerra mondiale di Tor Pignattara, lungo la via Casilina, più conosciuto come ‘Il cannone’, è entrato nel vivo. Nei giorni scorsi molti cittadini della zona hanno visto all’opera i restauratori della cooperativa Arx. “Non si tratta di un semplice intervento di pulizia ma di manutenzione tecnica e restauro a tutti gli effetti”, spiega Stefania Ficacci, ricercatrice di storia contemporanea, originaria di Torpignattara e responsabile del progetto per l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros.

I lavori si concluderanno entro la fine di giugno. Poi, oltre a sensibilizzare le istituzioni competenti per una maggiore pulizia quotidiana, abbiamo già attivato un tirocinio con uno studente universitario per fare in modo che il monitoraggio e la manutenzione del monumento avvenga con pratiche indicate dai professionisti, evitando il rischio di danneggiarlo come avvenuto con la piantumazione di alcuni arbusti le cui radici hanno rischiato di comprometterne il basamento”, spiega Ficacci.

Il progetto è stato finanziato dal Mibact nell’ambito di un bando per la salvaguardia del patrimonio della Prima guerra mondiale. La fase del restauro è la seconda di tre. “Il monumento è stato inaugurato nel ‘24. Si tratta di un cannone vero, di origine austriaca, su un basamento in travertino e con un frammento di colonna di porfido, provenienti dai materiali archeologici della Basilica Costantiniana che era parte il Mausoleo di Sant’Elena”, spiega Ficacci. “Dall’autunno scorso, grazie anche all’aiuto del quartiere, abbiamo iniziato un lavoro di ricostruzione delle biografie dei 26 soldati citati nella targa marmorea. Come Ecomuseo abbiamo messo a disposizione un form per raccogliere memorie e testimonianze di familiari, conoscenti o semplici appassionati che prima di noi avevano indagato questa storia. È probabile che il monumento sia stato richiesto dalle famiglie dei soldati. In quel periodo il quartiere si stava espandendo grazie ai flussi migratori da altre regioni e infatti molti di loro non sono nati a Roma ma alcuni vi erano invece residenti”. 

Attorno al ‘Cannone’ è stata portata avanti anche una ricerca di tipo urbanistico. “Possiamo parlare di quartiere che non c’è”, spiega Ficacci. “Nel 1926 venne approvata una variante al Piano regolatore generale che prevedeva di costruire una città giardino dedicata ad aviatori ed eroi del volo, in onore del vicino aeroporto di Centocelle. È per questo che ancora oggi le strade limitrofe portano i nomi di aviatori. Via Baracca (aviatore, deceduto durante la Prima guerra mondiale, ndr) sarebbe dovuta essere il viale d’ingresso del quartiere e avrebbe dovuto portare fino all’aeroporto di Centocelle”. 

La terza fase consisterà nella realizzazione di un documentario “per raccogliere il risultato della ricerca. Dil destinatario principale sarebbero dovute essere le scuole, anche se a causa del Covid tutto il lavoro che avevamo progettato si è svolto online”. L’interesse verso il monumento ha riacceso l’interesse anche le condizioni di sporcizia in cui normalmente versa l’area. Non solo perché sul monumento “insistono tre istituzioni: la Sovrintendenza capitolina, il Servizio giardini e l’Ama”. Ma anche perché il monumento sorge in un luogo difficile da identificare: un triangolo tra via della Rocca, via Baracca e via Casilina. “Per questo abbiamo deciso di avviare una consultazione per dargli un nome”. 

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