Sabato, 13 Luglio 2024
Quadraro / Don Bosco / Via Sestio Menas

Voragini al Quadraro, Laddaga: "Colpa della fognatura troppo vecchia, nessun pericolo per le case"

Il presidente del municipio VII, dopo l'ultima riunione sulla situazione delle voragini in via Menas con la Protezione civile: "Non c'è pericolo per la stabilità dei palazzi"

In principio ci fu la maxi voragine che inghiottì due auto il 28 marzo. Poi i nuovi crolli, la rottura di una conduttura e, infine, un nuovo collasso del mando stradale, il 14 giugno, quando una betoniera è sprofondata dentro l’ennesima cavità. Per via Sestio Menas non c’è pace e, com’è inevitabile, cresce la preoccupazione di residenti e commercianti che in quella strada vivono e lavorano. A rassicurarli ci prova il presidente del municipio VII, Francesco Laddaga: “Non ci sono pericoli per le case, né per la scuola di via Menas – dice – il problema è la fognatura, che è molto vecchia e danneggiata in alcuni punti e che si trova, comunque, al centro della strada”.

Il problema della fognatura

Laddaga parla a margine di una riunione che si è svolta il 19 giugno tra Protezione civile, dipartimento Lavori pubblici, polizia locale e i municipi V e VII. “Il problema su via Sestio Menas – spiega – è la fognatura, che sta sopra a questo sistema di cavità e che è molto vecchia e danneggiata in alcuni punti, dunque perdendo acqua va a eliminare quel diaframma tra le cavità e la strada, creando il vuoto che poi si ricollega alle cavità stesse”. Nessun pericolo, dunque, ci tiene a sottolineare il minisindaco, per la stabilità dei palazzi di via Menas. La nuova cavità, quella che ha inghiottito la betoniera e che si trova a pochi metri dall’altra, su cui sono state pressoché completate le operazioni di riempimento, come spiega Laddaga è “molto più piccola e superficiale e si risolverà abbastanza rapidamente”.

Un sistema di gallerie sotto via Menas

Dopo il primo crollo, quello del 28 marzo, il dipartimento Lavori pubblici ha iniziato i sondaggi per conoscere la situazione del sottosuolo. È emersa la presenza di altre gallerie, che sono però più piccola di quella che ha inghiottito le due auto a fine marzo e confinate. Il che vuol dire che non ci sono canali di collegamento tra le gallerie. Un dato che è di certo positivo. Il problema, però, è che proprio la situazione del sottosuolo, sfruttato per anni come cava di materiali da costruzione, unito a una fognatura molto vecchia può innescare la possibile apertura di nuove voragini. Un elemento su cui sta lavorando il dipartimento Lavori pubblici, con tutte le dovute verifiche, intanto stanno proseguendo gli interventi per ultimare il riempimento della maxi voragine, così che Acea possa provvedere alla riparazione del sistema fognario. Infine, verranno portati avanti gli interventi di ripristino della strada.

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