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"Villa Gordiani: il mondo alla rovescia spiegato a mia figlia": lettera di un padre alla figlia di sei mesi

Romatoday pubblica la lettera di residente del quartiere, "preoccupato padre", di fronte alle bellezze archeologiche e naturalistiche di un parco rovinate da abbandono e sporcizia

Da una parte i quartieri puntellati di importanti resti archeologici che impreziosiscono il paesaggio. Le ville romane, il mausoleo, la basilica. Dall'altra l'incuria, i rifiuti, i bivacchi. C'è Villa Gordiani al centro di una lettera che un "un preoccupato papà e abitante del quartiere" ha inviato alla redazione di Romatoday e che di seguito pubblichiamo. Un "mondo alla rovescia", lo definisce, spiegato alla figlia neonata. Ecco il testo della lettera. 

Viola ha sei mesi e mezzo e, come tutti i suoi coetanei, è curiosissima del mondo che la circonda. 

I suoi grandi e profondi occhi castani esplorano con incredibile voracità la vastità della flora di Villa Gordiani. Pini, pioppi, cipressi, olmi, oleandri e tantissime altre piante; nessuna di queste sfugge al suo sguardo, regalandole ogni volta nuove emozioni e strappandole sinceri sorrisi. Analogo interesse suscitano in lei le enormi e imponenti rovine di una villa patrizia risalente al III^ secolo d.C., i cui resti fieri e austeri spuntano qua e là in quello che non a caso è un parco archeologico.

Appena sarà poco più grande le spiegherò che si tratta dei resti di una vasta villa appartenuta alla potente famiglia romana dei Gordiani, che ha dato i natali a ben tre imperatori. Le indicherò con piacere - e da buon romano con un pizzico di orgoglio - i resti, perlopiù ben visibili, di quelli che una volta erano un mausoleo, una basilica, un ninfeo, un portico di ben duecento colonne, un colombario, una cisterna e addirittura un patibolo.

Mi risulterà però più complicato spiegarle, quando avrà qualche anno in più, perché tutta questa magnificenza, che studierà sui libri di storia, non è visitabile (se non in rarissime e contingentate occasioni), perché non c’è che un misero (e arrugginito) pannello che ne illustri le gloriose vicende. Perché, in sintesi, una attrazione culturale di tale portata e magnificenza, di evidente interesse turistico nonché scolastico visto che rappresenta a tutti gli effetti uno spaccato della vita nell’antica Roma imperiale, invece di essere adeguatamente valorizzata, così da dare lustro all’intero quartiere, con significative ripercussioni economiche e occupazionali - senza contare l’indotto - venga di fatto abbandonata a sé stessa.

Allo stesso modo, proverò non senza difficoltà a farle comprendere perché la bellezza storica e naturalistica della villa, che contiene anche ben due aree giochi per bambini e uno spazio per gli esercizi ginnici, non venga minimamente valorizzata, ma al contrario lasciata alla mercé dell’incuria e dell’inciviltà, sommersa da rifiuti di ogni tipo e meta di bivacchi e accampamenti di poveri disperati.

Come potrò però farle capire che, nonostante viva in uno stato diritto, il Comune, il Municipio e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ai quali spetterebbe il compito di garantire e preservare la pulizia, la storia e la bellezza del luogo, anziché puntare su questi elementi abbiano regolarmente e ostinatamente fronteggiato e osteggiato i numerosi sforzi del comitato di quartiere, che più volte ha tentato - invano - di risollevare le sorti dell’area con le più disparate, e fra l’altro ben riuscite, iniziative?

Come la convincerò poi a non correre liberamente a piedi scalzi sul prato - come facevo io da bambino - vista la significativa presenza di siringhe usate che affiorano dai cespugli quasi fossero teneri germogli a indicare l’arrivo della primavera?

Forse, quando sarà sufficientemente grande, riuscirò a farle capire perché la gestione del verde e delle aree urbane purtroppo non sia - almeno nei fatti - una priorità dell’agenda politica delle moderne amministrazioni, sempre più concentrate sull’immagine e sui tagli al bilancio che sul reale benessere dei cittadini.

Quello che certamente non saprò spiegarle è perché non potrà giocare tranquilla e spensierata neanche in quei pochi metri quadrati messi dal Comune a disposizione dei tanti bambini come lei, ma inopinatamente esposti al rischio di atti vandalici (o peggio), sia durante il giorno che nella notte.

Firmato: un preoccupato papà e abitante del quartiere

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