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Prenestino, presidio contro lo sgombero per le famiglie di via Latino Silvio: "Non ci sono alternative alla strada"

Nelle casette di proprietà di Fs abitano 23 persone, tra le quali 7 minori, per un totale di 5 famiglie. Ottenuto il rinvio al 27 luglio

Sulla tavola allestita nel piccolo cortile esterno ci sono fette di torta, biscotti, acqua fresca e tè alla menta da offrire agli attivisti accorsi contro lo sgombero. Ma tra gli abitanti delle case di via Latino Silvio 37, al Prenestino, c’è molta apprensione. “Non sappiamo proprio dove sbatteremo la testa”, dice Mounir Drifi, che da più di 25 anni vive con la famiglia, moglie e due figli di 22 e 24 anni, in una delle casette di proprietà di Fs  lungo la ferrovia. Insieme a lui altre 23 persone, cinque nuclei in tutto, tra i quali 7 bambini. Da febbraio 2021 sono ufficialmente sotto sgombero. Oggi l’ufficiale giudiziario si è presentato e ha rinviato l'esecuzione al 27 luglio 2021. C'è poco più di un mese di tempo per trovare alternative che, ad oggi, non ci sono.

“Settimana scorsa siamo stati al V municipio per il censimento con gli assistenti sociali”, racconta Mounir. “Abbiamo portato tutti i documenti, i nostri redditi, la cassa integrazione, le richieste di casa popolare che abbiamo fatto, gli abbiamo spiegato la nostra situazione. Oggi, qui, però non c’è nessuno e non sappiamo nulla di quello che ci aspetta”.

Contattato da Romatoday, l’assessore alle Politiche sociali del V municipio Mario Podeschi ha spiegato “di essere al lavoro per cercare soluzioni alternative prima che arrivi lo sgombero. Ho parlato con il Gabinetto della sindaca Raggi e con il dipartimento capitolino Politiche abitative, purtroppo il municipio non ha case a disposizione. Non ci aspettavamo proprio questo sgombero”. Al momento, però, di abitazioni alternative non ce ne sono.

La storia: "Siamo qui da 25 anni, non sappiamo dove andare"

Quella fila di manufatti bassi, su un piano, che sorgono tra via Latino Silvio e la ferrovia sono abitate fin dagli anni ‘90. Sono state occupate da un gruppo di famiglie che le hanno piano piano risistemate e rese abitabili. Vi hanno preso la residenza e ottenuto l’allaccio regolare delle utenze. I bambini vanno a scuola a Villa Gordiani. Nel febbraio 2021 l’ufficiale giudiziario ha notificato la richiesta di rilascio degli immobili sulla base di una sentenza del novembre 2012 in favore di Ferrovie dello Stato. “Dopo tutti questi anni rischiamo di restare per strada da un momento all’altro”, commenta Mounir Drifi.

Al fianco delle famiglie di via Latino Silvio questa mattina si sono presentati una trentina di attivisti del Movimento per il diritto all’abitare e del sindacato Asia Usb. “Siamo qui per difendere queste cinque famiglie dallo sgombero”, ha spiegato Luciano Iallongo, del Movimento. “Aspettiamo tutti insieme l’ufficiale giudiziario perché alle famiglie è stato detto che oggi sarebbe stata l’ultima data utile per realizzare lo sgombero. Ci saremmo aspettati anche la presenza del  V municipio che ha effettuato il censimento, però non si è visto nessuno. Siamo ben consapevoli che non ci sono alternative, se queste persone escono da qui oggi finiranno in mezzo a una strada”.

Al presidio anche Nella Converti, attivista Pd di Tor Bella Monaca, e Mauro Caliste, candidato del centrosinistra alla presidenza del V municipio. “Siamo qui per capire come intervenire per garantire i diritti di queste persone. Buttare queste famiglie per strada è disumano e viola qualsiasi diritto possibile”, ha detto Converti. “Questa storia è l’emblema dell’emergenza sociale e abitativa di Roma”, ha aggiunto Caliste. “Ci chiediamo come le amministrazioni municipale e comunale non si siano accorte prima di questo caso. Va trovata una soluzione che non è necessariamente quella di far rimanere le famiglie in queste case. Servono strutture del Comune”. Poco prima delle 11 l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Prossimo appuntamento per lo sgombero tra un mese, il 27 luglio.

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