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Ex Snia, Roma Natura scrive al commissariato: "Sospendete immediatamente i lavori"

Il presidente dell'ente regionale, Gubbiotti: "Lavori in spregio all'habitat naturale". Continua la mobilitazione dei cittadini: "Monumento naturale ed esproprio subito"

Immediata sospensione dei lavori”. Sugli sbancamenti in corso nella parte privata dell'ex area industriale della Snia, al Prenestino, interviene anche Roma Natura. Il presidente dell'ente regionale che gestisce i parchi protetti della Capitale, Maurizio Gubbiotti, ha scritto ieri una lettera alla dirigente del commissariato di Porta Maggiore, Irene Di Emidio, per chiedere lo stop ai lavori delle ruspe all’interno della parte privata, di proprietà di una società del gruppo immobiliare Pulcini, a ridosso del monumento naturale del lago Bullicante. La comunicazione è stata mandata per conoscenza anche agli assessori capitolini a Urbanistica e Ambiente, Luca Montuori e Laura Fiorini, al V municipio e alla Polizia locale.

Tutta l’operazione sarebbe partita da una diffida del commissariato di Porta Maggiore a pulire e bonificare l’area. Per questo Gubbiotti la lettera di Gubbiotti è indirizzata al commissariato. “La informo che i lavori di manutenzione posti in essere dalla Ponente 1978 per un atto finalizzato alla messa in sicurezza dei luoghi starebbero andando ben oltre le intenzioni del provvedimento da lei formalizzato”, si legge all'inizio della lettera. “I lavori infatti sembrerebbero non rispettare le minime prescrizioni di tutela ambientale, dei regolamenti comunali di difesa del verde e sono condotti con accanimento in spregio dell'habitat naturale costituitosi in questi anni e che ha condotto all'istituzione del monumento naturale”.

Non solo. Gubbiotti ricorda che proprio per “i processi di rinaturazione e ricolonizzazione” in corso nella zona, il 12 maggio 2021 ha avanzato alla Regione Lazio la delibera per allargare i confini della tutela naturalistica anche all’area privata dove oggi sono in azione le ruspe. “La invito a considerare l'immediata sospensione dei lavori, magari predisponendo un sopralluogo congiunto che faccia chiarezza sullo stato dei luoghi e su quanto fatto dalla proprietà”, ha concluso il presidente di Roma Natura. 

I lavori delle ruspe per la rimozione della vegetazione e di sbancamento del terreno sono iniziati a metà marzo e sono tutt’ora in corso. L’operazione ha acceso i riflettori istituzionali su quanto sta accadendo tra i ruderi dell’ex fabbrica ma i lavori non sono stati fermati. L’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, ha inviato a prefettura e ministero dell’Ambiente una segnalazione per “danno ambientale”. La soprintendenza di Stato ha mandato una nota alla procura di Roma informando che, nonostante l’area sia sottoposta a vincolo paesistico, non ha ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione.

Nelle scorse settimane polizia locale e soprintendenza hanno chiesto all’autorità giudiziaria un decreto di ispezione per poter entrare nell’area privata e verificare l’entità dei lavori effettuati anche senza il consenso del proprietario. In base alle informazioni in possesso di Romatoday, il sopralluogo con il magistrato non sarebbe ancora avvenuto. Giovedì 13 maggio, però, di fronte all’ennesima denuncia dei residenti, alla polizia locale è stato concesso di entrare dai cancelli di via Prenestina. Quanto emerso nel corso del sopralluogo non è però stato reso pubblico. 

Intanto prosegue la mobilitazione dei residenti contro l’attività delle ruspe, arrivate ormai a ridosso del monumento naturale, e per la tutela definitiva dell’area. Il primo passo avanti sarà l’approvazione dell’ampliamento del perimetro del monumento naturale, che ha già ricevuto il sostegno pubblico del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. Il provvedimento sta terminando l’istruttoria presso gli uffici del dipartimento Ambiente regionale. Secondo quanto apprende Romatoday da fonti regionali, per l’approvazione definitiva da parte di Zingaretti ci vorranno due mesi: il decreto dovrà restare pubblicato per 30 giorni e poi passare in commissione Ambiente per l’approvazione. Solo allora arriverà la firma del presidente.

Non è l’unico obiettivo di residenti e attivisti: in questi giorni è stata avviata la raccolta firme in sostegno di una petizione per chiedere al Comune di Roma l’esproprio dell’area privata. Montuori, nel corso di una commissione capitolina, ha dichiarato che il dipartimento Urbanistica è già al lavoro, ma ha posto come condizione preliminare l’approvazione del monumento naturale. I tempi sono stretti e i cittadini, che ormai da giorni chiedono alla sindaca Virginia Raggi di esporsi in prima persona, chiedono di fare presto.

Chiediamo al dipartimento regionale e all’assessora Lombardi di terminare in modo celere l’iter”, dichiara Marco, del Forum territoriale permanente del Parco delle Energie. “Speriamo di non dover aspettare anni come è accaduto per l’istituzione del monumento naturale”. Al Comune chiedono invece “di procedere con la variante urbanistica e con l’avvio delle procedure di esproprio prima della chiusura del decreto, basandosi sulle indicazioni già espresse dalla Regione. Nel frattempo ci aspettiamo che i lavori vengano fermati e l’area posta sotto sequestro. Ci sembra assurdo che, alla luce delle irregolarità emerse, nessuno tra gli enti competenti abbia ancora effettuato accertamenti”.

Aggiornamento 17 maggio - Il commissariato ha chiarito che non si tratta di una diffida ma di una richiesta di ripristino della sicurezza di una specifica porzione di terreno, che, nel novembre 2020, era stata teatro di una triste vicenda ai danni di un minore nei confronti del quale è stata consumata una tentata violenza sessuale. Nessun'altra sollecitazione è stata rivolta alla società proprietaria dell'area che non fosse contestualizzata a quell'evento.

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