Prenestino Prenestino / Via Labico

Prenestino: in 400 aspettano le fogne dall’82 e ricevono (quasi) una multa

L'area, che accoglie circa 400 abitanti, si trova nel quartiere Prenestino. Da anni i cittadini chiedono una rete fognaria ma nessuna amministrazione si è mai mossa. Nel 2011 hanno rischiato di essere multati

Che nel 1937, quando la zona è nata, non ci fosse una rete fognaria è del tutto normale. Che ancora oggi non ci sia forse lo è di meno. Via Formia, via Labico, via Norma, via Cori, via Minturno, via Sezze: un quadrante della periferia est della capitale, nel quartiere Prenestino, che da oltre 80 anni è senza fogne. Saranno 400 circa gli abitanti che aspettano una rete di scarico e che, al momento, possono contare solo su una lista di promesse mai mantenute. Forse sono pochi per essere oggetto di attenzione? Stanno iniziando a pensarlo i residenti della zona visti gli scarsi risultati raggiunti negli anni e visti i continui solleciti (vani) alle istituzioni. Ultimo quello rivolto all’amministrazione Alemanno che, nel 2010, sembrava aver raccolto la protesta.

IL PIANO ACEATO 2 - Doveva consentire, in un tempo tecnico di circa due anni, di risolvere finalmente il problema. Il progetto preliminare fatto realizzare dalla ACEATO2 era sulla carta. Solo su quella. Una volta redatta la documentazione di riferimento e fatta la valutazione di spesa di circa 700mila euro (che sarebbe dovuta rientrare nelle manzioni  “ordinarie” di Acea) del piano neanche l’ombra. Si è fermato allo stadio “preliminare”. E i cittadini sono rimasti “al palo”, come ormai sono quasi abituati dall’82, anno della prima lettera dell’allora Comitato di Quartiere “Villini via Formia” che scriveva all’allora sindaco di Roma chiedendo “la realizzazione di una rete fognante”.via formia-2

I DISAGI - “Dal Comune ci dicono che è colpa dei ritardi di Acea, ma ormai non ci crede più nessuno. C’è solo del disinteresse generale che si nasconde dietro rimpalli di responsabilità”. A parlare è Alessandro Bracchini, membro dell’Associazione Civica - Villini Santa Maria che da anni si è fatta carico della questione. Quali sono le ripercussioni sulla vivibilità dell’area? “Non di tipo pratico - ci spiega Bracchini - dal momento che scarichiamo negli scavi sottorranei, i problemi sono di ordine legale ed economico”.

In altre parole, l’area, priva di rete fognaria, non sarebbe a norma di legge e ciò impedirebbe “alle attività commerciali di aprire, ai vecchi negozi di essere rinnovati. Nella zona infatti, mentre anni fa erano presenti ben cinque negozi di vendita di prodotti alimentari, ora ne è rimasto uno solo”. Altro problema è rappresentato dalla compravendita immobiliare. “Le unità abitative - prosegue Bracchini - non sono conformi con la normativa vigente. Chi compra una casa senza fogne?”. E altra questione non meno importante è quello igienica derivante dal non poter  “effettuare un adeguato trattamento delle acque nere”. Ma la storia non finisce qui.


LE MULTE -  Nel gennaio 2011 i cittadini dell’area incriminata hanno ricevuto “la notifica di accertamento per scarico civile, sprovvisto di autorizzazione, che comporta una sanzione amministrativa secondo la procedura prevista dal Dl 152/06”. Già, stavano per essere multati perché la zona dove abitano non possiede una rete fognaria a norma. Anzi, non la possiede affatto. Colpa loro? “Per fortuna quelle multe non sono mai arrivate - ci racconta Bracchini - forse merito della memoria difensiva sottoscritta dai proprietari degli immobili e a da Federconsumatori di Roma” con la quale è stata fatta presente “l’illegittimità” della notifica. Della serie, oltre al danno, la beffa.

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