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Ex Snia, nuova protesta davanti ai cancelli: "Stop ai lavori e esproprio subito"

Residenti e attivisti hanno presidiato l'ingresso dell'area privata, su via Prenestina: "Vogliamo che diventi un bosco urbano valorizzando il patrimonio di archeologia industriale al suo interno"

Non si arresta la mobilitazione di residenti e attivisti del quadrante Prenestino contro gli sbancamenti in corso all’interno della parte privata dell’area dell’ex fabbrica della Snia. Questa mattina un gruppo di persone ha presidiato il cancello d’ingresso, lungo la via Prenestina, al grido di “esproprio”. Una richiesta rivolta alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dopo la disponibilità manifestata in commissione dall’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, e dopo che, nei giorni scorsi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato il via libera all’allargamento del monumento naturale

“Siamo qui per chiedere l’esproprio ma anche che venga sequestrata l’area dove sono stati abbattuti gli alberi e distrutto un ecosistema”, spiega Marco, un attivista del Forum territoriale del Parco delle energie. Da metà marzo nell’area dove sorgono i manufatti dell’ex fabbrica, di proprietà del costruttore Pulcini, a ridosso del monumento naturale del lago Bullicante, sono in corso operazioni di rimozione di tutta la vegetazione. 

L’area sta per diventare monumento naturale perché lì, negli anni, è sorto un ecosistema in continuità a quello del vicino lago, posto sotto tutela già nel giugno del 2020, e si sono sviluppati alcuni habitat protetti dalle direttive europee. “Si tratta di un luogo prezioso e studiato, di cui questo territorio, tra i più inquinati di Roma, necessita. Siamo qui per chiedere certezze in merito all’esproprio definitivo dell’area, affinché diventi un bosco urbano valorizzando il patrimonio di archeologia industriale al suo interno. Ci sembra assurdo che ancora nessuno sia potuto entrare a controllare cosa stia accadendo”. 

Il via libera dell’autorità giudiziaria è stato richiesto da Soprintendenza di Stato e Polizia locale ad aprile, dopo che la proprietà non ha permesso l’accesso per un sopralluogo. L’area è sottoposta a vincolo paesaggistico e sono necessarie le autorizzazioni della Soprintendenza prima di effettuare operazioni di taglio della vegetazione. Nel corso di una commissione capitolina che si è tenuta mercoledì un funzionario della Soprintendenza ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione. Il comandante della polizia locale, Mario De Sclavis, ha dichiarato che “serve una relazione di tecnici qualificati per capire se sono stati commessi reati”. Poi ha aggiunto che nel frattempo, in attesa del via libera della magistratura, “non possiamo sospendere le attività lavorative, perché il proprietario è stato autorizzato da una diffida formale del commissariato di zona a pulire e bonificare l’area”.

Per Alessandra Valentinelli, urbanista e attivista del Forum territoriale del Parco delle energie, però “la diffida non costituisce un’autorizzazione di fatto. Questa è un’area che ha un vincolo paesaggistico, inteso come contesto di giacenza dei beni archeologici presenti all’interno del comprensorio Ad duas lauros. Dopo l’unione delle soprintendenze paesaggistica e archeologica, il vincolo è da intendersi a tutti gli effetti come archeologico. Questo rafforza il fatto che qualsiasi intervento all'interno dell'area vincolata debba prima essere autorizzato dalla Soprintendenza, che deve indicare come e se procedere”. 

Intanto nel pomeriggio decine di bambini e bambine, insieme ai propri genitori, sono partiti con le proprie bicilette dal parco Galafati al Pigneto alla volta del lago Bullicante. Anche loro "vogliono azioni concrete e non parole per difendere la Terra e il territorio in cui vivono, tra cui il Lago Bullicante Ex Snia". 

Il video del presidio con il live di Militant A degli Assalti Frontali

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