Domenica, 13 Giugno 2021
Prenestino Prenestino / Via di Acqua Bullicante

Piano Casa, i comitati: "Che ne sarà del comprensorio casilino?"

I comitati hanno espresso il timore per un possibile intervento edilizio sul comprensorio casilino conseguente al Piano Casa. L'invito è a discuterne con cittadini e istituzioni

"Che effetto avrà il piano casa nel VI municipio e, in particolare, nel comprensorio casilino?" A rivolgere la domanda a cittadini e istituzioni sono i comitati attivi sul territorio che invitano a discutere la spinosa questione martedì 6 dicembre alle ore 21, 30 nell’Aula Consiliare di piazza della Marranella. La riunione ruoterà intorno al piano casa, oggetto di accesa querelle tra la Regione Lazio e i vertici del Pdl nazionale, e alle sue possibili ripercussioni sulla zona del Comprensorio Casilino, area di circa 143 ettari delimitata dalle vie Casilina, Acqua Bullicante, Prenestina e Tor de Schiavi. 
 
Il nemico è sempre lui, il cemento. "Una dissennata pioggia edilizia che distruggerebbe l'unico spazio verde della zona e metterebbe a repentaglio la qualità di vita degli abitanti". L'Osservatorio Casilino parla chiaro: costruire sul comprensorio equivale "a trasformare una meravigliosa risorsa naturalistica, storica, culturale ed archeologica, in una informe e congestionata distesa di palazzi". Sospetto che si fa più forte della disputa in atto tra Renata Polverini e l'ex Consiglio dei Ministri che, su impulso del resposabile dei Beni Culturali Giancarlo Galan, aveva impugnato parte del provvedimento urbanistico. 
 
La situazione si aggrava, come sottolineato dai comitati, se si pensa ai primati negativi già detenuti dal VI municipio: più alta densità abitativa della capitale, secondo posto per la percentuale di polveri sottili nell'aria, percentuale di verde pro-capite prossima allo zero, temperatura mediamente superiore di un grado rispetto alla media cittadina. Insomma, è per preservare il territorio da eventuali interventi di costruzione che l'Osservatorio "chiede che il comprensorio casilino venga inserito nelle aree da tutelare".
 
Non è la prima azione portata avanti dalle realtà associative territoriali per la protezione dell'area: lo scorso 24 gennaio è stata approvata con delibera in Consiglio Municipale la proposta di trasformare il comprensorio casilino in un ecomuseo, "un contenitore aperto di spazi verdi e servizi dove si goda la natura (il parco), la cultura, (i beni archeologici) e la storia del territorio e dove nel contempo si creino le condizioni per uno sviluppo economico ecocompatibile in grado di generare benessere diffuso". 
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