Martedì, 15 Giugno 2021
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Ex Snia, dal Pigneto a Centocelle cresce la richiesta di esproprio: "Sabato foresta in cammino fino in Campidoglio"

Decine di attività commerciali del territorio stanno raccogliendo le firme per la petizione. Sabato 5 giugno è in programma una manifestazione che dal monumento naturale arriverà a palazzo Senatorio. Intanto, dalla scuola Toti arriva una nuova letterina alla sindaca

La mobilitazione è cresciuta di giorno in giorno. Gelaterie, ristoranti, erboristerie, birrerie, librerie, sedi di associazioni di quartiere, realtà ambientaliste. Decine di vetrine tra i quartieri del Pigneto, del Prenestino, di Tor Pignattara e Marranella, Certosa, Casal Bertone fino a Centocelle, hanno esposto l’immagine del monumento naturale del lago dell’ex Snia che invita i residenti a firmare la petizione per chiedere al comune di Roma l’esproprio dell’area privata e la sospensione dell’attività delle ruspe che, al lavoro ormai da due mesi, hanno sradicato quasi tutta la vegetazione presente.

Poi ci sono le scuole elementari del territorio: dopo la Pisacane di Tor Pignattara, anche i bambini e le bambine del plesso Toti, al Pigneto, hanno scritto una lettera alla sindaca Virginia Raggi chiedendole di trasformare definitivamente l’ex area industriale sulla Prenestina in un grande bosco urbano, rifugio per i loro giochi e per animali e piante, nel cuore dei loro quartieri così densamente edificati. Lo faranno anche di persona sabato 5 giugno quando, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, è stata lanciata una camminata che dal lago Bullicante, appuntamento ore 10, arriverà in piazza del Campidoglio (arrivo previsto ore 12). 

Centinaia di cittadini entrano nell'area dell'ex Snia: "E' un ecocidio"

Le rivendicazioni alla base della mobilitazione sono in piedi da tempo, ma l’attività delle ruspe avviata a marzo nell’area di proprietà del gruppo Pulcini ha fatto crescere tra residenti, attivisti ed esperti che da anni si battono per la tutela dell’ecosistema del lago sorto dal cantiere di un centro commerciale l’urgenza di arrivare a una tutela definitiva dell’area. Non solo con l’ampliamento del perimetro del monumento naturale, il cui iter avviato dalla Regione Lazio a inizio maggio dovrebbe concludersi entro un paio di mesi, ma anche con l’esproprio da parte del comune di Roma. 

Attorno al lago naturale sorto da un abuso, si è sviluppato un bosco dove uccelli di ogni sorta costruivano il loro nido e specie vegetali pioniere avanzavano silenziosamente a ricoprire il cemento della storica fabbrica Snia Viscosa”, si legge in una nota firmata ‘Forum Territoriale Permanente Parco delle Energie e chi si è messo in cammino’.

Lo smog, la calura estiva, le piogge torrenziali lì nulla potevano, una barriera di vegetazione spontanea si ergeva a difesa naturale del suolo, preservandola alla vita di umani e animali. Ma l’ingordigia di chi vuole solo trarre profitto da ogni cosa ha acceso le motoseghe e il bosco è stato abbattuto, il falco pellegrino ha perso il suo nido, il gheppio non volteggia più, i fagiani sono scappati, la presenza di tante specie selvatiche è stata cancellata e la polvere si è alzata in una nube accecante. Con i nostri corpi abbiamo fermato le ruspe, per salvare la macchia mediterranea, perché non sradicassero anche l’ultimo pino di Aleppo, gli ulivi e gli allori cresciuti tra i ruderi, le cui pareti sono oggi come rocce calcaree dove altre piccole piante fioriscono e i rapaci ci vivono. Ma i motori sono ancora accesi, dobbiamo fermarli, stanno facendo un deserto, ci stanno togliendo l'ossigeno”.

"Ecco perché va difeso l'ecosistema del lago Bullicante"

Per questo, continuano, nella Giornata mondiale dell'ambiente, “dobbiamo farci noi foresta, vestire le fronde lasciate a terra e andare in Campidoglio, sede del governo di Roma, città dichiarata in emergenza climatica. Abbiamo l'intenzione di incontrare la sindaca Virginia Raggi per portare delle richieste chiare per fatti concreti”. Tre, in particolare, sono le richieste: sospendere i lavori, procedere con l’esproprio affinché “questo patrimonio storico naturalistico venga restituito a tutta la città” e per “preservare il benessere della collettività e la biodiversità”, demanializzare le acque del lago. 

I lavori delle ruspe per lo sbancamento del terreno e per la rimozione della vegetazione, tra cui sono stati individuati habitat protetti dall’Unione europea, sono iniziati a metà marzo e sono tutt’ora in corso. L’operazione ha acceso i riflettori istituzionali su quanto sta accadendo tra i ruderi dell’ex fabbrica ma i lavori non sono stati fermati. L’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, ha inviato a prefettura e ministero dell’Ambiente una segnalazione per “danno ambientale” e l’iter è stato avviato. La soprintendenza di Stato ha mandato una nota alla procura di Roma informando che, nonostante l’area sia sottoposta a vincolo paesistico, non ha ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione.

Nelle scorse settimane, inoltre, polizia locale e soprintendenza hanno chiesto all’autorità giudiziaria un decreto di ispezione per poter entrare nell’area privata e verificare l’entità dei lavori effettuati, anche senza il consenso del proprietario, ma il sopralluogo non è ancora avvenuto. Giovedì 13 maggio, di fronte all’ennesima denuncia dei residenti, alla polizia locale è stato concesso di entrare dai cancelli di via Prenestina. Quanto emerso nel corso del sopralluogo non è però stato reso pubblico dalle istituzioni locali e i cittadini hanno avviato richiesta di accesso agli atti per conoscerne l’esito. 

Intanto la mobilitazione cresce. “A piedi, in bicicletta, con i pattini o i monopattini, carichi dei nostri desideri e consapevoli dei nostri diritti, percorriamo le strade fino a raggiungere le porte del Comune per far risuonare le nostre voci, portare le firme di tutta la città, le lettere e i disegni dei tanti bambini e bambine che per crescere sani e felici hanno bisogno di un grande parco monumento naturale”.

Dopo le lettere e i disegni della scuola Pisacane, anche dall’istituto Toti arriva una lettera indirizzata alla sindaca Raggi: “Abbiamo pensato di scriverle per unire le nostre voci a quelle di altri bambini e bambine che vivono vicino a questa riserva verde. Deve sapere che siamo preoccupati e dispiaciuti per il taglio di alberi e cespugli, nell'area privata del nostro parco, avvenuto a metà aprile. Sappiamo, perché ne abbiamo discusso in classe, che le ruspe continuano a rimuovere la vegetazione di quest'importantissima area verde”, si legge nella lettera. “Deve sapere che questa piccola oasi si sviluppa intorno ad un prezioso lago, è la casa di piante e animali come il falco pellegrino, i gheppi e i fagiani. Qui trascorrevano ore felici, piene di divertimento, risate e scoperte. Nei nostri sogni vorremmo che questo parco cittadino fosse protetto e curato con maggiore amore, in questo modo gli animali volati via potranno tornare le piante ricrescere e noi continuare a giocare, respirando aria ossigenata, immersi in una natura rigogliosa”. 

E proprio dalla scuola Toti, in via del Pigneto 104, passerà la ‘foresta in cammino’ dal lago Bullicante al palazzo Senatorio. Seconda tappa: la scuola Di Donato in via Bixio 85. Ultimo punto di raduno, ore 11.30. alla metro Colosseo per poi salire in Campidoglio. 

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