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Alberi tagliati all'ex Snia, i bambini della Pisacane scrivono alla sindaca Raggi. Ecco le letterine

Il taglio del pino d'Aleppo, avvenuto a metà aprile nella parte privata dell'ex fabbrica, ha colpito bambini e bambine di Tor Pignattara, che, indignati, hanno deciso di farlo sapere alla sindaca della loro città

Come nel 1968 la ‘Lettera al sindaco’ della scuola 725 di Don Sardelli portò in Campidoglio l’indignazione e la dignità dei bambini che vivevano nelle baracche dell’Acquedotto Felice, le lettere degli alunni della scuola Pisacane di Tor Pignattara rivolgono alla sindaca Virginia Raggi tutta la propria rabbia e preoccupazione per il taglio degli alberi e le operazioni di rimozione della vegetazione con le ruspe nell’area privata dell’ex sito industriale della Snia, sulla Prenestina, a ridosso del monumento naturale del lago Bullicante.

‘Lettera alla sindaca’, l’intestazione che si legge su pagine e pagine di temi scritti nel Giorno della Terra, il 23 aprile scorso. Poche ore prima le fotografie che arrivavano dal monumento naturale del lago Bullicante dimostravano che un pino d’Aleppo alto diversi metri era stato tagliato. Scomparso. Una ferita per bambini e bambine nati in uno dei quartieri più densamente edificati e tra i più inquinati della città, che attorno al lago della Snia hanno imparato a stare a contatto con la natura. A godere dei benefici importanti sulla loro salute fisica e psichica, le parole che userebbero gli esperti.

Qualcuno ha disegnato l’accaduto come un cerchio vuoto, senza colore. Qualcuno la sagoma tratteggiata di un albero con un punto di domanda. Su un’altra pagina un ‘prima’ con il cielo azzurro, il sole, gli alberi e le persone che parlano si è trasformato in un paesaggio grigio e deserto. Non solo i disegni. Molti i temi in cui i bambini hanno espresso la propria indignazione verso l’accaduto, ma anche manifestato la propria coscienza  ecologica e la consapevolezza dell’importanza della natura in città. Ogni lettera è indirizzata alla sindaca Virginia Raggi. 

“Cara sindaca, 
è successa una cosa brutta tolgono ossigeno al mondo perché tagliano gli alberi dove vivono gli animali. Non ci possono distruggere la nostra vita”. 

“Cara sindaca,
sono veramente arrabbiato perché un signore ha tagliato un pino d'Aleppo, il falco pellegrino se n'è andato, i fagiani volano sul lago a cercare la loro casa perché l'hanno distrutta, i gheppi non hanno più la casa. Tutti loro sono orfani”.

“Cara sindaca
... Roma sarà invivibile e non ci sarà più ossigeno. Poi ieri è stata la giornata della terra e dopo due giorni cosa succede? Tagliano un albero. Vi sembra una cosa umana?”.

“Cara sindaca,
mi sono accorta che per tutte queste settimane o mesi alcune persone tagliano gli alberi. Non riesco a sopportarlo e comunque non sono d'accordo con queste persone. Io voglio sempre essere ecologica e voglio: non buttare la carta per terra, non sprecare l'acqua e non fare nessun allevamento. Al lago della Snia c'è un bellissimo pino, ci viveva un falco pellegrino un fagiano e un gheppio ma il proprietario della fabbrica ha preso una ruspa e ha tagliato il pino e il falco è morto”. 

“Cara sindaca 
al lago della Snia c'è un signore ingiusto che ha tagliato molti alberi. È possibile essere felici al lago dell'ex Snia Viscosa, ci vengono tanti bambini e bambine a giocare”.

“Cara sindaca
…. è ingiusto che quella persona ci rovini le nostre aree verdi, dove noi ci sentiamo bene”.

“Cara sindaca,
è stata la giornata della Terra, e alla fabbrica dell'ex Snia hanno tagliato gli alberi tra cui un pino d'Aleppo dove vivevano degli uccelli rarissimi. Non ha senso che parliamo e poi non facciamo niente. È una cosa che non si è mai vista sulla faccia della Terra, voglio spiegazioni”. 

“Cara sindaca,
vorrei che non si tagliassero gli alberi, con gli alberi respiriamo, senza gli alberi noi non possiamo vivere”. 

L’iniziativa, partita dalla scuola Pisacane, potrebbe allargarsi nei prossimi giorni ad altre scuole del territorio. Intanto domani, dopo l’uscita da scuola, alle ore 16, bambini, bambine e genitori faranno sentire a tutti i campanelli delle loro biciclette. Partenza dal giardino Galafati al Pigneto per andare al lago Bullicante: “Il lago che combatte ha bisogno della gioia di tutti e tutte”. 

Intanto, anche oggi le ruspe hanno continuato a lavorare, tra le proteste di residenti e attivisti in mobilitazione permanente. Per questo, nonostante due giorni fa la giunta della Regione Lazio abbia dato il via libera all’allargamento del monumento naturale e ieri il Comune abbia aperto all’ipotesi di esproprio, domani mattina alle 8 si terrà un presidio davanti al cancello dell’ex fabbrica a Largo Preneste 57. In attesa che Polizia locale e Soprintendenza ricevano il via libera dalla Procura per ispezionare l’area, “chiederemo ancora una volta il sequestro per fermare le ruspe”. 

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